Il calcio, a volte, sa essere davvero crudele. Gli bastano pochi minuti, una rete, un dettaglio. Il Catanzaro di Aquilani sfiora l’impresa al Brianteo: ribalta l’inerzia del playoff, vince 2-0 in casa del Monza con i gol di Jack e Frosinini, rimette in equilibrio il doppio confronto dopo lo 0-2 dell’andata. Eppure non basta. Perché a sorridere, alla fine, è la squadra di Bianco, forte del miglior piazzamento in classifica. Una regola che non perdona, che trasforma una vittoria pesante in eliminazione. Una beffa silenziosa, senza supplementari di rabbia, ma con il rumore sordo delle occasioni svanite.

Chi vive la Serie B sa che queste storie non sono eccezioni, anzi. E a Bari, questa sensazione, non è affatto nuova. Basta tornare a quella notte del San Nicola per ricordare lo stesso sapore amaro. Il Bari di Mignani vedeva la Serie A a un passo, dopo una stagione sorprendente. Fino al 93’ era tutto in equilibrio contro il Cagliari: uno 0-0 che, sommato all’1-1 dell’andata e al miglior piazzamento in regular season, valeva la promozione. Poi, sotto una pioggia incessante, il gol di Pavoletti al 94’. Una frazione di secondo che ha ribaltato un destino. Cinquantottomila persone ammutolite, il sogno svuotato in un istante, mentre la Sardegna esplodeva di gioia in un angolo di stadio diventato improvvisamente enorme e distante.

Dentro queste storie si incrocia anche la figura di Ciro Polito, oggi direttore sportivo del Catanzaro, ma qualche anno fa protagonista proprio a Bari. In Puglia ha vissuto stagioni pesanti e contraddittorie: un terzo posto e la finale playoff persa contro il Cagliari, poi un diciassettesimo posto e la salvezza ottenuta ai playout contro la Ternana. Un percorso fatto di picchi e cadute, fino all’esonero arrivato il 4 giugno 2024 e alla successiva separazione dal club biancorosso. Poco dopo, la ripartenza: il 20 giugno 2024 la nomina a direttore sportivo del Catanzaro. E così, quasi per paradosso del destino, si ritrova oggi dall’altra parte di quella stessa sensazione. Quella linea sottile tra impresa e rimpianto, tra storia scritta e storia sfiorata. Il Catanzaro esce con una vittoria che pesa più di qualsiasi altra cosa. Il Bari, invece, quella sensazione l’ha già vissuta. E sa bene che, nel calcio, il confine tra esultare e restare fermi a guardare gli altri festeggiare è spesso questione di un solo battito di orologio.

Sezione: News / Data: Dom 31 maggio 2026 alle 18:15
Autore: Martina Michea
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