Bari-Pescara è stata una gara con un alto tenore agonistico e con diversi episodi chiave da chiarire. Il tabellino conta otto ammonizioni - cinque nei confronti dei padroni di casa e tre per gli ospiti - e un'espulsione per il Pescara, oltre a tre cartellini rossi estratti dopo il triplice fischio all'indirizzo dei biancorossi: Meroni, l'allenatore Vivarini e il medico sociale Caputo. Sono stati fischiati in tutto 26 falli: 18 commessi dai Galletti e 8 dagli abruzzesi. L'arbitro Matteo Marcenaro, della sezione di Genova, ha già diretto 41 gare in Serie A, mentre questa era la sua 34esima direzione in Serie B.
Con "Lo dice il regolamento" andiamo ad analizzare, caso per caso, per ogni partita disputata dal Bari, gli episodi e le decisioni arbitrali secondo quanto riportato dal regolamento. Questo, in maniera del tutto neutrale e senza la presunzione di dare giudizi o fare qualsiasi tipo di dichiarazione in merito all'operato di arbitri e Var, ma spiegando esclusivamente il testo delle regole relative alle decisioni e agli interventi. Lo facciamo inquadrando ogni episodio, spiegando come può essere interpretabile ciascuna regola. Ricordiamo che il regolamento del giuoco del calcio è un documento pubblico, scaricabile e consultabile dal sito della FIGC.
Vediamo allora, cronologicamente, le decisioni prese dal direttore di gara con la lente del regolamento.
29esimo - Espulsione di Olzer. Il centrocampista del Pescara interviene in tackle alle spalle di Dorval colpendo il polpaccio dell'algerino con i tacchetti esposti. L'arbitro opta in un primo momento per l'ammonizione, ma viene richiamato al monitor dal Var per cambiare il colore del cartellino. L'intervento viene così giudicato come grave fallo di gioco e il Pescara resta in 10 uomini.
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni contro un avversario in un modo considerato dall’arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata:
• caricare
• saltare addosso
• dare o tentare di dare un calcio
• spingere
• colpire o tentare di colpire (incluso con la testa)
• effettuare un tackle o un contrasto
• sgambettare o tentare di sgambettare"
"Imprudenza significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito".
"Con 'vigoria sproporzionata' si intende che il calciatore eccede nell’uso della forza necessaria e/o mette in pericolo l’incolumità di un avversario e per questo deve essere espulso".
"Un tackle o un contrasto che mette in pericolo l’incolumità di un avversario o commesso con vigoria sproporzionata o brutalità deve essere punito come grave fallo di gioco. Qualsiasi calciatore che, in un contrasto per il possesso del pallone, colpisca un avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe, con vigoria sproporzionata o che metta in pericolo l’incolumità di un avversario, si rende colpevole di un grave fallo di gioco".
APPLICAZIONE. Per valutare un eventuale grave fallo di gioco, l'arbitro guarda il punto di contatto, la modalità e l'intensità dell'intervento. I parametri che portano all'espulsione sono l'altezza pari o superiore alle caviglie, i tacchetti esposti e una velocità sostenuta. Se sono presenti questi elementi e l'arbitro in campo non estrae il cartellino rosso, l'evento viene classificato come "errore chiaro ed evidente" dal Var che può intervenire per raccomandare una On Field Review.
35esimo - Ammonizione di Dorval. Questa volta è lo stesso esterno biancorosso che si rende protagonista di un tackle nei confronti di Valzania, che avviene di conseguenza a un pallone allungato e calciato ai limiti dell'area avversaria. Intervento dunque considerato "imprudente" da Marcenaro.
IL TESTO. "Imprudenza significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito".
APPLICAZIONE. In campo, l'arbitro deve valutare intensità (forza) e punto di contatto.
52esimo - Rete di Gytkjaer annullata. Il Bari dagli sviluppi di un corner riesce a far pervenire il pallone sui piedi di Gytkjaer che lo mette in rete ma l'assistente segnala la posizione di fuorigioco che viene confermata al Var, nonostante un colpo di testa appena precedente in area di un difensore del Pescara: il tocco non viene dunque considerato come una "giocata deliberata" del calciatore, che avrebbe rimesso in gioco l'attaccante biancorosso.
IL TESTO. I seguenti criteri devono essere utilizzati, a seconda dei casi, quali indicatori che un calciatore aveva il controllo del pallone e, di conseguenza, si può ritenere che lo abbia “deliberatamente giocato”:
• Il pallone arrivava da lontano e il calciatore ne aveva una visuale chiara
• Il pallone non si muoveva velocemente
• La direzione del pallone non era inaspettata
• Il calciatore ha avuto il tempo di coordinare il movimento del proprio corpo, cioè non era un caso di allungamento / estensione (degli arti) o di un salto istintivi, o un movimento che ha conseguito un contatto / controllo limitato.
APPLICAZIONE. In mancanza di uno o più degli indicatori che descrive il regolamento, la giocata non viene considerata "deliberata" e quindi la posizione di fuorigioco rimane punibile.
57esimo - Ammonizione di Di Nardo. L'attaccante del Pescara allarga il gomito che colpisce Meroni durante una contesa aerea per un pallone. Marcenaro estrae il giallo e non il rosso perché si tratta di imprudenza e non di condotta violenta, per via appunto della contesa del pallone e del gesto non intenzionato puramente per recare danno all'avversario.
IL TESTO. "Un calciatore si rende colpevole di condotta violenta quando usa o tenta di usare vigoria sproporzionata o brutalità contro un avversario in mancanza di contesa per il pallone, o contro un compagno di squadra, un dirigente, un ufficiale di gara, uno spettatore o qualsiasi altra persona, a prescindere dal fatto che si concretizzi o no un contatto. Inoltre, un calciatore che, in mancanza di contesa per il pallone, colpisce deliberatamente con le mani o le braccia un avversario o qualsiasi altra persona sulla testa o sul volto è colpevole di condotta violenta, a meno che la forza usata sia irrilevante".
APPLICAZIONE. L'arbitro deve valutare la forza utilizzata e valutare se il gesto sia deliberato o meno. In più è fondamentale proprio la presenza della contesa del pallone, che quasi sempre esclude la condotta violenta.
60esimo - Calcio di rigore e ammonizione di Letizia. Il terzino del Pescara interviene prima sulla linea del limite dell'area pestando il piede di Castrovilli e poi in tackle su Braunoder. L'arbitro lascia proseguire sul primo episodio e ammonisce Letizia per l'imprudenza del secondo intervento. Interviene però il Var per far rivedere a Marcenaro il primo pestone e valutare quindi un calcio di rigore che l'arbitro di Genova assegna. Il pestone viene considerato "negligente".
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni contro un avversario in un modo considerato dall’arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata:
• caricare
• saltare addosso
• dare o tentare di dare un calcio
• spingere
• colpire o tentare di colpire (incluso con la testa)
• effettuare un tackle o un contrasto
• sgambettare o tentare di sgambettare"
“Negligenza significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare".
60esimo - Ammonizione di Nikolaou. Il difensore del Bari viene ammonito per proteste proprio dopo l'ammonizione di Letizia, presumibilmente per contestare il fallo antecedente.
IL TESTO. "Un calciatore titolare deve essere ammonito se: • protesta con parole o gesti / azioni (nei confronti degli ufficiali di gara)"
APPLICAZIONE. L'arbitro ammonisce per proteste se i toni e le parole utilizzati sono particolarmente accesi.
63esimo - Calcio di rigore del Bari da ripetere. Moncini calcia ma il portiere para e sulla ribattuta interviene Letizia che allontana il pallone. Il Var rileva però che quest'ultimo ha invaso l'area di rigore prima che Moncini calciasse.
IL TESTO. Un compagno del portiere sarà punito per “invasione” soltanto se:
• l’invasione impatta chiaramente sul calciatore incaricato del tiro; o
• gioca il pallone o lo contende a un avversario e ciò impedisce alla squadra avversaria di segnare, tentare di segnare o creare un’opportunità di segnare una rete.
• se il pallone entra in porta, la rete dovrà essere assegnata
• se il pallone non entra in porta, il calcio di rigore dovrà essere ripetuto
APPLICAZIONE. Avendo giocato il pallone entrando prima della battuta in area di rigore, il calciatore ha di fatti impedito alla squadra avversaria creare un’opportunità di segnare una rete.
67esimo - Ammonizione di Meroni. Tonin tenta di superare la marcatura e a ridosso dell'area di rigore viene trattenuto in modo prolungato da Meroni che viene dunque ammonito per SPA (Stop Promising Attack), ovvero per aver interrotto un attacco promettente.
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è parimenti assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni:
• contatto mano-pallone punibile (tranne il portiere nella propria area di rigore)
• trattiene un avversario
• ostacola un avversario venendo a contatto con lui
• sputa o morde qualcuno iscritto nell’elenco delle squadre o un ufficiale di gara
• lancia un oggetto contro il pallone, un avversario o un ufficiale di gara o tocca il
pallone con un oggetto tenuto in mano"
L'ammonizione si configura appunto quando un calciatore "commette ogni altra infrazione che interferisce con o interrompe una promettente azione d’attacco".
APPLICAZIONE. In campo bisogna valutare quanto il calciatore con il pallone può avanzare in verticale, quante opzioni ha di passare il pallone a un compagno e come è schierata la difesa.
72esimo - Ammonizione di Castrovilli. Letizia viene spinto sulla fascia alle spalle da Castrovilli che interrompe un'attacco promettente. Anche qui dunque giallo per SPA.
74esimo - Ammonizione di Braunoder. Il centrocampista biancorosso sgambetta Meazzi che è in percussione sulla trequarti. Sempre ammonizione per SPA.
81esimo - Ammonizione di Desplanches. Il portiere del Pescara ritarda la propria rimessa e viene ammonito per comportamento antisportivo.
IL TESTO. "Gli arbitri devono ammonire i calciatori che ritardano la ripresa del gioco quando:
ritardano eccessivamente l’esecuzione di una ripresa di gioco".
APPLICAZIONE. L'arbitro ammonisce il portiere quando il comportamento antisportivo di ritardare la ripresa di gioco è reiterato.
96esimo - Espulsione per doppia ammonizione di Meroni. Il difensore biancorosso si reca da Marcenaro dopo il triplice fischio per qualche lamentela ma evidentemente con toni non del tutto pacati e viene ammonito per la seconda volta, questa per proteste. Nell'occasione arriva dall'arbitro anche Vivarini che si rivolge a quest'ultimo con parole che non conosciamo e riceve un cartellino rosso. Infine, uscendo, arriva evidentemente qualche "parola di troppo" anche dal medico sociale Caputo che riceve lo stesso cartellino.
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