Bari-Sudtirol è stata una gara con un discreto tenore agonistico. In tutto il tabellino conta 6 ammonizioni - 4 nei confronti del Bari e 2 del Sudtirol - e ci sono stati due episodi nel secondo tempo che hanno fatto reclamare il calcio di rigore dai galletti. Sono stati fischiati in tutto 33 falli, 18 commessi dai baresi e 15 dai tirolesi.
L'arbitro Antonio Rapuano, della sezione di Rimini, 41 anni, è un fischietto navigato, con 64 direzioni in Serie A e 121 in B, mentre questa era la sua prima direzione nei playout della categoria cadetta.
Con "Lo dice il regolamento" andiamo ad analizzare, caso per caso, per ogni partita disputata dal Bari, gli episodi e le decisioni arbitrali secondo quanto riportato dal regolamento. Questo, in maniera del tutto neutrale e senza la presunzione di dare giudizi o fare qualsiasi tipo di dichiarazione in merito all'operato di arbitri e Var, ma spiegando esclusivamente il testo delle regole relative alle decisioni e agli interventi. Lo facciamo inquadrando ogni episodio, spiegando come può essere interpretabile ciascuna regola. Ricordiamo che il regolamento del giuoco del calcio è un documento pubblico, scaricabile e consultabile dal sito della FIGC.
Vediamo allora, cronologicamente, le decisioni prese dal direttore di gara con la lente del regolamento.
47esimo - Ammonizione di Moncini. Nell'ultima azione del primo tempo, Dorval si invola sulla destra e mette al centro un pallone che si impenna e su cui cerca di arrivare Moncini in mezza rovesciata, trovando però la testa di Frigerio che lo anticipa. Rapuano estrae quindi il giallo per imprudenza.
IL TESTO."Un calcio di punizione diretto è assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni contro un avversario in un modo considerato dall’arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata:
• caricare
• saltare addosso
• dare o tentare di dare un calcio
• spingere
• colpire o tentare di colpire (incluso con la testa)
• effettuare un tackle o un contrasto
• sgambettare o tentare di sgambettare"
"Imprudenza significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito".
Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore eccede nell’uso della forza necessaria e/o mette in pericolo l’incolumità di un avversario e per questo deve essere espulso.
APPLICAZIONE. In campo, l'arbitro deve valutare velocità, intensità (forza) e punto di contatto. In situazioni come questa, il colpo sul volto è giudicato accidentale e dovuto alla contesa del pallone per aria e dal fatto che l'autore del fallo non veda il proprio avversario: per questo non meritevole di espulsione.
48esimo - contatto di Pietrangeli su Odenthal. Dopo una conclusione di Rao, avviene un rimpallo, il pallone arriva all'altezza dell'area di porta e viene raccolto dal portiere del Sudtirol: poco più dietro però si trova Odenthal, che viene cinturato da Pietrangeli e cade. Rapuano fa segno di continuare giudicando il contatto poco consistente per essere falloso.
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è parimenti assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni:
• contatto mano-pallone punibile (tranne il portiere nella propria area di rigore)
• trattiene un avversario
• ostacola un avversario venendo a contatto con lui
..."
APPLICAZIONE. Nel momento in cui avviene una trattenuta, l'arbitro deve valutare se quella impedisce effettivamente all'avversario di arrivare sulla disponibilità del pallone o meno. Se la giudica troppo leggera e/o non funzionale alla dinamica di gioco, viene solitamente giudicata come un contatto non falloso.
49esimo - Espulsione di Di Cesare. Il DS del Bari in panchina viene espulso dopo le proteste per l'episodio di cui sopra.
IL TESTO. Tra le espulsioni per i dirigenti:
- uscire deliberatamente dall’area tecnica per
• mostrare dissenso o protestare nei confronti di un ufficiale di gara
• comportarsi in modo provocatorio tenere un comportamento aggressivo (incluso sputare o mordere) nei confronti di un calciatore avversario titolare, di riserva, dirigente, ufficiale di gara, spettatore o qualsiasi altra persona.
APPLICAZIONE. Se una persona in panchina, che non è l'allenatore, protesta o rappresenta un elemento di disturbo, l'arbitro è portato maggiormente a espellerla direttamente.
54esimo - Ammonizione di Merkaj. L'attaccante albanese ripiega nella propria metà campo per inseguire Dorval che poi scarica su Rao: a quel punto interviene in tackle colpendo il suo scarpino. Ammonizione anche in questo caso per imprudenza.
57esimo - Ammonizione di Cerofolini. Dopo aver parato il calcio di punizione a Casiraghi, il Bari subisce fallo e Cerofolini su rivolge presumibilmente all'assistente in un momento in cui non è inquadrato. Rapuano lo ammonisce infatti per proteste.
IL TESTO. Tra le infrazioni passibili di ammonizione, "Un calciatore titolare deve essere ammonito se:
• protesta con parole o gesti / azioni (nei confronti degli ufficiali di gara)"
APPLICAZIONE. Quando una protesta è fatta in maniera plateale con toni alti e soprattutto a distanza ravvicinata a un ufficiale di gara da parte di un portiere che lascia per questo la propria posizione in porta, il direttore di gara è portato maggiormente a non tollerare e quindi ad ammonire.
60esimo - Ammonizione di Tronchin. Maggiore sulla fascia all'altezza del centrocampo si contende un pallone con Tronchin e conquista una rimessa laterale: il calciatore del Sudtirol trattiene il pallone con le braccia a terra per non far battere nell'immediatezza agli avversari. Rapuano lo ammonisce per comportamento antisportivo.
IL TESTO. Tra le ammonizioni per ritardare la ripresa del gioco:
Calciano lontano il pallone o lo portando via o provocano una situazione conflittuale toccando il pallone dopo che l’arbitro ha interrotto il gioco.
Dovrà essere ritenuto un comportamento antisportivo e, quindi, passibile di ammonizione, l’atto di trattenere volontariamente e per più tempo il pallone con il corpo e/o tra gli arti inferiori con lo scopo di impedire ad altri di giocarlo.
APPLICAZIONE. In situazioni di questo tipo, l'arbitro deve evitare degenerazioni conflittuali individuando il comportamento antisportivo del calciatore.
72esimo - Ammonizione di Piscopo. Il centrocampista del Bari rincorre alle spalle Casiraghi e lo atterra poco dopo il centrocampo. Ammonizione in questo caso per SPA (Interruzione di una promettente azione d’attacco).
IL TESTO. Tra le ammonizioni per comportamento antisportivo:
"Commette ogni altra infrazione che interferisce con o interrompe una promettente azione d’attacco".
APPLICAZIONE. L'arbitro deve valutare la posizione, lo schieramento della difesa, lo spazio a disposizione in avanti, la direzione dell'azione e del movimento del calciatore che subisce il fallo al momento dell'infrazione.
81esimo - Contatto di Davi su Braunoder. Il centrocampista del Bari riesce a entrare in possesso del pallone su un lancio lungo sull'esterno, entrando in area di rigore, ma va a terra dopo un contatto con la mano sul volto da parte di Davi. Anche in questo caso, Rapuano sceglie di far proseguire.
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni contro un avversario in un modo considerato dall’arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata:
• caricare
• saltare addosso
• dare o tentare di dare un calcio
• spingere
• colpire o tentare di colpire (incluso con la testa)
• effettuare un tackle o un contrasto
• sgambettare o tentare di sgambettare"
"Negligenza” significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare.
APPLICAZIONE. L'arbitro in questa situazione deve distinguere fra un colpo e una mano in appoggio che finisce sul volto dell'avversario in modo accidentale nel tentativo di prendere posizione.
88esimo - Ammonizione di Bellomo. Il calciatore barese subisce fallo da dietro con una carica da parte di El Kaouakibi, che si avvicina a lui per evitare una battuta rapida: Bellomo reagisce per allontanarlo con una leggera sbracciata. Rapuano esita, ma poi estrae e mostra il cartellino giallo al barese.
IL TESTO. "Un calciatore si rende colpevole di condotta violenta quando usa o tenta di usare vigoria sproporzionata o brutalità contro un avversario in mancanza di contesa per il pallone, o contro un compagno di squadra, un dirigente, un ufficiale di gara, uno spettatore o qualsiasi altra persona, a prescindere dal fatto che si concretizzi o no un contatto".
Tra le ammonizioni per comportamento antisportivo: "Mostra una mancanza di rispetto nei riguardi dello spirito del gioco".
APPLICAZIONE. Una condotta violenta non viene rilevata attraverso la esclusiva intensità di un colpo, bensì dal gesto compiuto. Anche qualora non ci fosse neanche un contatto ma il gesto viene compiuto con violenza, viene punita l'intenzione. Pertanto, una qualsiasi reazione brutale, a prescindere dalle conseguenze per chi la riceve, è possibile di espulsione.
Se invece non c'è un gesto violento, ma solo un gesto moderatamente aggressivo o provocatorio, questo viene di norma punito con un cartellino giallo.
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