Il fallimento totale del Bari deriva dalla sovrapposizione di molteplici fattori: i madornali errori imperdonabili della società, i cambi di gestione tecnica, le operazioni di mercato sbagliate. È indiscutibile anche la colpevolezza di tanti giocatori che, anziché rappresentare le arma in più o le punte di diamante, si sono rivelate impalpabili e per nulla utili alla causa biancorossa. In primis vanno menzionati I due ritorni di fiamma dei beniamini di casa Castrovilli e Partipilo. Il primo doveva essere tra i protagonisti della stagione, ma la sua parabola è stata discendente fino a concludersi anticipatamente a gennaio. Il secondo ha preso parte a soli 5 incontri da titolare nella prima metà dell'anno e poi finito fuori rosa in quanto ritenuto lontano dal progetto.

Merita una menzione anche Gytkjaer, tra le principali delusioni della stagione del Bari. Arrivato con l'esperienza e la qualità del giocatore di categoria, la sua esperienza in Puglia ha regalato più ombre che luci. L'attaccante danese ha messo a segno soltanto tre reti, senza mai risultare decisivo. Eppure quel tiro di Bolzano respinto da Adamonis avrebbe potuto cambiare totalmente la storia della sua avventura a Bari ed in generale della stagione biancorossa.

Ha decisamente sfigurato anche il suo compagno di reparto Cuni. Prelevato dalla Sampdoria a gennaio nella speranza che il suo contributo potesse dare una svolta, le aspettative riguardo le prestazioni del centravanti albanese non sono state rispettate. Ha giocato solo due match dal primo minuto, siglando appena un gol. Ciò che ha più deluso dei vari giocatori sottotono è la poca forza di volontà assunta durante l'intera annata, un atteggiamento inaccettabile per chi veste la maglia biancorossa. La retrocessione del Bari si traduce anche in una macchia evidente nelle loro carriere, che con ogni probabilità proseguiranno lontane dal capoluogo pugliese. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 07:00
Autore: Cesare De Pasquale
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