L'ora dei veleni. Inevitabili alla luce di quanto visto nella stagione appena conclusa. Un Bari inaccettabile ha raccolto il risultato più grave possibile: una retrocessione in C che rischia di gettare, e chissà per quanto, nell'anonimato una storia che meriterebbe molto di più. Tutti colpevoli, nessuno escluso, in un'ondata di errori, o meglio orrori, che ha devastato pazienza e amore dei tifosi, vere vittime di una situazione che nelle settimane si è aggravata sempre di più.

Non è bastato il fiume di affetto nella gara d'andata del playout (e in quella di ritorno). Zero mordente, zero verve, da parte di un gruppo che non è mai decollato, dando l'impressione di meritare ampiamente la retrocessione. Lacunose sono apparse le dichiarazioni di mister Longo così come errori, tanti, ne sono stati fatti in tema di configurazione di una rosa che non ha mai brillato. Il mirino è oggi puntato soprattutto su una proprietà che non ha mai scaldato, con le istituzioni oggi chiamate a fare la propria parte.

E' spuntata una porticina di speranza, relativa al possibile ripescaggio. Successe pure nell'altro playout perso, quello con in panchina Pillon e avversario il Venezia. Lì fu il Napoli (curiosamente l'altro club dei De Laurentiis che appunto subentrarono dopo quell'evento in Campania) a lasciare il posto al Bari. Oggi sarebbe la Juve Stabia. Una materia tutta in evoluzione e da verificare. Certo è che se le vespe dovessero mancare l'iscrizione entro metà del prossimo mese, sarebbero proprio i galletti a subentrare.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoBari
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