In questa stagione il Bari è ringiovanito come età media dei propri giocatori, eppure i risultati in campo non hanno dato i frutti sperati. Nelle precedenti annate in Serie B, i biancorossi sono stati tra le squadre con l'età media più alta del campionato. Puntare sui giovani promettenti non è sempre garanzia di vittorie ed il modello Frosinone (squadra con l'età media più bassa delle ultime due stagioni) è solo un'eccezione. Soltanto Rao si è messo in evidenza positivamente, per il resto numerosi calciatori hanno subito una netta involuzione.

A cominciare dalle meteore Stabile, Traoré e Cavuoti, arrivati in Puglia nel mese di gennaio, che complessivamente hanno giocato meno di 800 minuti. Anche i prodotti del vivaio non hanno convinto. Mavraj si è trasferito in Polonia già a gennaio, mentre Mane ha deluso in molteplici situazioni. La Serie C pertanto può essere un valido motivo per puntare in modo più massiccio sui giovani di talento, che possono dare un contributo ad una nuova scalata verso il ritorno in B.

Il fallimento nella costruzione della rosa è evidente, ma la necessità di dover rivoluzionare l'organico in vista della C può essere motivo di riscatto. Non è un caso che negli 8 anni dell'era De Laurentiis non sia stato prodotto nemmeno un giocatore di livello che ha potuto mettersi in luce anche in massima serie. In questi anni il Bari è stato subordinato fortemente al Napoli, anche per quanto riguarda l'impiego dei giovani prospetti. Da Folorunsho fino allo stesso Rao, è chiaro come siano stati valorizzati più profili di proprietà partenopea che talenti cresciuti nelle giovanili biancorosse. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 01 giugno 2026 alle 20:00
Autore: Cesare De Pasquale
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