Karim Laribi ha lo sguardo vispo, attento, sempre concentrato. Tipico di chi il pallone lo accarezza con la classe e la dolcezza dei grandi calciatori. Abituato a dargli del tu, a spingerlo oltre ogni limite, magari nel sette della porta avversaria. Proprio come domenica scorsa contro il Picerno

Un calcio da fermo, punizione solo per i malcapitati avversari, delizia per gli occhi di chi ha avuto il privilegio di ammirarlo dal vivo al San Nicola. Trequartista di professione, talento per natura, arma in più per Vincenzo Vivarini. Calciatore ideale per il 4-3-1-2, pronto ad aprirsi spazi a suon di dribbling e a lanciare in profondità Antenucci e Simeri

Laribi ha affinità elettive con la vittoria; ha vinto lungo la via Emilia con la maglia del Sassuolo. Si è confermato a Verona, entrando nel cuore dei tifosi gialloblù dell’Hellas, facendoli innamorare con la stessa abilità con cui Romeo Montecchi conquistò il cuore della bella Capuleti. Il gol realizzato in finale playoff contro il Cittadella - rapidità, tecnica e istinto - è da guardare più volte. 

Il presente si chiama Bari, ed è roseo e giocondo, frutto di prestazioni da incorniciare. Il futuro è ancora da scrivere - a cominciare da Cava de' Tirreni - magari con un'altra gara di spessore, per continuare a scrivere pagine di storia biancorossa da annoverare tra le più belle.

Le premesse sono buone, non resta che continuare lungo il percorso intrapreso.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 20 Febbraio 2020 alle 07:00
Autore: Raffaele Garinella
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