Bari-Monza vale più dei tre punti d’esordio in casa: arriva subito un avversario strutturato e ambizioso, il contesto ideale per capire quanto del buono visto a Venezia — partita persa 2-1 ma sostanzialmente equilibrata, da pareggio — sia già diventato sostanza. Caserta affronta la seconda gara ufficiale della sua gestione con addosso l’eco di San Siro: coraggio, personalità collettiva, idee riconoscibili nella costruzione bassa e nella ricerca dell’ampiezza. Ora si tratta di riproporre questi principi in uno stadio che chiederà ritmo e punti, con le luci puntate sulla risposta caratteriale del gruppo dopo un debutto di campionato che ha dato segnali incoraggianti, nonostante il risultato.

Il campo dirà quanto reggano le prime scelte. In porta Cerofolini offre garanzie e leadership; dietro, la coppia Nikolaou-Vicari dà struttura ma la coperta al centro resta corta e impone letture pulite sulle transizioni, mentre sulle corsie esterne la spinta di Dorval  può diventare una chiave per uscire dalla pressione e attaccare dietro le spalle dei quinti o dei terzini avversari.

La vera prova è nel cuore del gioco: il 4-3-3 di Caserta vive sull’equilibrio della mezzala “operaia” e sulla qualità del primo passaggio. Braunöder ha mostrato personalità e gamba, Castrovilli porta scompiglio, Verreth è chiamato ad alzare i giri del motore nelle uscite palla a terra. La densità del Monza in mezzo costringerà il Bari a scegliere bene quando palleggiare e quando verticalizzare, per non restare schiacciato sull’onda del loro possesso posizionale.

Davanti c’è materiale per incidere già ora: Sibilli è stato indicato dal tecnico come uomo chiave per letture e strappi, Partipilo aggiunge attacco allo spazio e connessioni a piede invertito, Moncini lavoro sporco sponde e profondità corta, Rao dà energia dalla panchina con dribbling e coraggio. Molto dipenderà anche da come il Bari vorrà forzare le uscite del Monza: attacco diretto sui centrali o catene esterne per arrivare al cross dal lato forte. L’avversario chiede rispetto e lucidità. Il Monza sa palleggiare, manipola le linee con pazienza e colpisce quando l’area si apre: serviranno compattezza tra i reparti, pressione coordinata sul primo costruttore e attenzione ai cambi gioco sul lato debole. Il Bari non dovrà rinunciare alla propria idea: baricentro medio, coraggio nel primo passaggio, riaggressione immediata dopo la perdita. La gestione dei momenti, a Venezia pagata con due episodi, diventa il termometro della maturità. Anche il clima farà parte della partita. La contestazione verso la proprietà non è finita, ma il tifo — già rumoroso a San Siro — ha mostrato di saper spingere la squadra “solo per la maglia”. In casa, questo può fare la differenza nei frangenti in cui l’inerzia si spezza. Caserta chiede tempo e lavoro, ma le tracce ci sono: identità in costruzione, giovani che bussano, attacco profondo. Bari-Monza, più che una verifica, è un’accelerazione: trasformare buone sensazioni in punti, senza snaturarsi.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 31 agosto 2025 alle 16:00
Autore: Enrico Scoccimarro
vedi letture
Print