Il precampionato del Bari si è di fatto concluso con l’amichevole in terra spagnola con il Villareal, o meglio, con una rappresentativa della compagine in la maglia gialla.
Risultato finale, 0-0. Ennesimo pareggio a reti bianche, ennesima partita senza andare in gol. Problema attaccanti quindi? Mah, probabilmente si ma, sempre probabilmente, no.
In giro si vociferano già due cose su tutte: il Bari soffre di una malattia rara chiamata pareggite e, peggio ancora, la società di via Torrebella non ha, a mestiere, potenziato un reparto, quello offensivo, in maniera adeguata. Quanto di vero ci sia in queste dicerie, lo scopriremo solo vivendo ed iniziando seriamente a giocare a calcio. Tra una settimana esatta inizierà la nuova stagione. A prescindere dall’avversario, nella fattispecie la nuova Juventus griffata Andrea Agnelli, la compagine biancorossa è chiamata a testimoniare il suo stato di forza e di forma.
Parentesi doverosa: anche la passata stagione iniziò carica di dubbi e perplessità dovute ad una preparazione estiva “strana” condita da amichevoli che poco o nulla hanno di diverso da quelle di queste ultime settimane. Come sia andata, poi, lo sappiamo tutti. Questo deve bastare a tranquillizzare il popolo, perplesso, biancorosso? Potrebbe, ma potrebbe anche non bastare.
L’attacco, vera croce di mister Ventura. La pochezza degli avanti del galletto, preoccupano anche lui. Barreto, unico vero bomber a disposizione dell’ex Pisa, in un letargo inaspettato; Kutuzov, inevitabilmente, in ritardo di condizione e meritevole di tempo; Castillo sempre più incognita di questo gruppo e sempre più lontano parente di quello ammirato in Toscana qualche stagione or sono; Caputo, infine, piccolo attaccante di scorta forse ancora acerbo e poco pronto al palcoscenico della serie A. Certo, l’attaccante di Altamura gode dell’affetto di tifoseria e tecnico, ma non è e non sarà giusto caricarlo di responsabilità che sono da affidare ad altri. Potrà crescere, ne siamo certi tutti, ma lo dovrà fare in totale serenità, unico fondamentale elemento per far bene, anche da subito.
A questo Bari manca l’ariete… si sente vociferare in giro. Vero, assolutamente. A Ventura manca il panzer d’aria di rigore, anche se il suo modo di giocare non lo prevedrebbe. Ci saranno, nel corso della lunga stagione che sta arrivando, momenti in cui sarà necessaria la presenza di una torre, seppur, magari, solo nel finale di alcune partite. Uno che calamiti le palle sul suo fusto e che sappia raccogliere assist e cross che, altrimenti, come anche durante la scorsa stagione, andranno persi. Il Bari attuale non ha un attaccante vero d’aria di rigore. Questo poco importa quando la squadra riesce ad imporre il proprio gioco, ma potrebbe rivelarsi una grossa pecca nel caso in cui, non difficile visto il livello della serie A, il galletto andasse in difficoltà sul campo e, magari, avesse bisogno, in pochi minuti, di recuperare uno svantaggio. Su Castillo, ad oggi, non si può fare assolutamente affidamento. L’argentino da sempre la sensazione di essere fuori forma e fuori traccia. Intese particolari con i compagni di reparto dimostra di non avere e, vista l’età e il bisogno che ha il Bari di segnare, è possibile pensare che l’ex Lecce non sarà mai molto fondamentale per la squadra di Ventura, che lo volle a gennaio per rinforzare la sua rosa. Speriamo di sbagliare.
La coppia ideale e titolare, ad oggi, è indubbiamente quella formata da Barreto e Kutuzov, che partono da una buona intesa raggiunta nel tempo. Sono perfetti in coppia: uno fa spazio, legna e casino e, l’altro, attacca la profondità per trafiggere la porta avversaria. Per far ciò, però, servirà una certa condizione fisica e l’appoggio dell’intero gruppo. I gol nascono da dietro, come ovvio.
Questo, magari, ci fa pensare che, il problema gol del galletto, manifestatosi come detto durante questa sessione di calcio estivo, marittimo, sia da suddividere per ogni reparto. Partiamo dal centrocampo, linea mediana che divide la difesa dall’attacco. Per segnare servono assist, geometrie, e in questo momento, i vari Almiron, Gazzi, Donati, Alvarez, Riva s e Ghezzal, che sono i maggiori indiziati per fare i titolari la prossima stagione, non stanno regalando grandi cose. Barreto soffre non poco la pochezza dei lanci recapitati dai centrali ed è a disagio per i pochi cross su misura che gli arrivano dagli esterni. Almiron non ha ancora il piede caldo, aldilà di un grandissimo gol da calcio da fermo realizzato in amichevole a Vittorio Veneto; Alvarez raggiunge spesso il fondo ma scodella pochi palloni davvero insidiosi nel cuore dell’aria di rigore; Ghezzal, dal canto suo, sembra poter essere molto pericoloso e di sostegno assoluto per Barreto e l’altra punta ma, a differenza di Alvaretto, raggiunge poco il fondo campo. L’algerino tende spesso, per istinto, ad accentrare il raggio delle sue giocate. Questo potrebbe rivelarsi buono, però, una volta affinata l’intesa con i compagni, che potranno avere in Ghezzal uno giocatore stile Perrotta della Roma, abile campione degl’inserimenti in area, spesso anche senza palla. In attesa del duo Romero-D’Alessandro, l’altro esterno in lizza per un posto fisso è Rivas, attaccante esterno che poco sta raccontando in questo periodo estivo. Certo, è già un bene che stia fisicamente meglio. Questo però, potrebbe vuol dire poco, perché l’argentino ci ha abituati a continue ricadute in infermeria. Qual’ora il suo corpo reagisse sempre meglio, è forse l’unico laterale più completo, capace di raggiungere il fondo tanto quanto accentrarsi e pungere in mezzo. Questa, in definitiva, la situazione ad oggi della metà campo.
Le azioni, comunque, partono e possono partire anche da dietro. Certo, la difesa deve preoccuparsi maggiormente e quasi esclusivamente di non prendere gol, ma in squadre alla Ventura deve anche saper proporre gioco e sostenere gl’altri reparti quando si cerca di portare offesa. Tolto Andrea Masiello, che per ruolo e caratteristiche è l’uomo designato a mantenere ferma la difesa biancorossa, gli altri tre sono chiamati, come impone il Ventura pensiero, a rendersi utili alla causa attacco. In primis in due terzini, che devono dare man forte ai due laterali. In questo momento, Totò Masiello e Raggi, indiziati principe per la prima da titolare contro la Juventus, non stanno entusiasmando più di tanto. Il napoletano non sta dispiacendo, ma, vuoi anche una condizione fisica in perenne assestamento e un’intesa con Ghezzal, laterale provato con insistenza da Ventura sull’out mancino, che fatica a decollare, incidono non poco sulla valutazione. Raggi, invece, dimostra di essere a suo agio sulla destra soprattutto se si deve difendere, mostrando poca reattività quando l’azione si capovolge. Mister Ventura lo ha bocciato come centrale di difesa affidandogli, Belmonte permettendo, la possibilità di giocarsi le sue chance per un posto da titolare sulla destra. L’altro centrale di difesa, invece, sempre secondo il Ventura pensiero, dovrebbe essere in grado sì di difendere, ma anche di far partire lanci precisi ed illuminanti soprattutto dalle parti di Barreto, che la passata stagione ha goduto non poco di quelli consumati da Leonardo Bonucci, che riuscì a spedire spesso il brasiliano a tu per tu con il portiere nemico. Rossi, questo, non ha dimostrato di farlo, ma ci sono i margini per migliorare.
Come ben possiamo notare da questa attenta analisi della situazione, i gol del Bari tardano ad arrivare anche per colpa di centrocampisti e difensori. Con questo, però, non significa che l’attacco sia esime da colpe, anzi. Loro rimangono i maggiori responsabili.
La verità? Tra sette giorni appena. A prescindere dal risultato finale contro la Vecchia Signora di domenica prossima, il Bari potrò dirci e farci vedere davvero a che punto sia la sua condizione e di che malattia (se malattie ci sono) soffra veramente .
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