Le avversarie del Bari - Avellino: blasone, storia, tifoseria

I "lupi" vogliono continuare la risalita ma quante nubi in società...
22.07.2019 21:00 di Walter Franco   Vedi letture
© foto di Matteo Ferri
Le avversarie del Bari - Avellino: blasone, storia, tifoseria

Il prossimo campionato di Serie C, che il Bari si prepara ad affrontare, comprende, oltre a quelle squadre che possono rappresentare le così dette mine vaganti, altre compagini che invece si presenteranno agli esordi della stagione con già un certo peso dalla loro parte. Un peso, questo, motivato da tanti fattori, fra i quali il blasone, il bacino d'utenza, la storia e i programmi del club stesso. Una di queste squadre può essere sicuramente individuata nell'Avellino.

La società irpina, che vanta una storia ultracentenaria, essendo stata fondata nel 1912, si presenta ai nastri di partenza della prossima stagione forte della trionfale fine di quella appena trascorsa: una promozione in C raccolta dopo una rincorsa da record, nella quale i "lupi" neroverdi hanno inanellato ben 10 vittorie consecutive, riuscendo a rimontare il notevole svantaggio accumulato nei confronti della rivale Lanusei, che aveva comandato la classifica del girone G per tutto l'arco del campionato. Sul finire della stagione però, gli irpini son riusciti ad agguantare gli avversari, superandoli infine per 2-0 nel decisivo spareggio promozione sul neutro di Rieti, e guadagnandosi così il raggiungimento di un traguardo che era ormai diventato quasi insperato. La squadra campana, inoltre, è riuscita a chiudere la stagione vincendo anche la Poule Scudetto, nella quale ha eliminato proprio il Bari, superato per 1-0 al "Partenio" di Avellino.

I "lupi" entrano di diritto nella schiera di squadre candidate ad essere fra quelle che potrebbero recitare un ruolo da protagoniste nel prossimo campionato. La società del patron De Cesare possiede infatti dalla sua un enorme bacino d'utenza, soprattutto in rapporto al numero di abitanti della città irpina, che fa e ha sempre fatto del "Partenio" un autentico "catino" infuocato, in special modo per le rivali storiche (il Bari è fra queste). La società irpina vanta inoltre nel suo palmares anche 10 presenze in massima serie, tutte raccolte nel periodo a cavallo fra la fine degli anni 70 e la fine degli 80, autentico periodo d'oro per l'Avellino, durante il quale è stato raggiunto il miglior piazzamento di sempre, un ottavo posto in Serie A.

Alcuni nubi però aleggiano sul futuro della società neroverde. Reduce anch'essa dall'esclusione dal campionato di Serie B, e dalla susseguente retrocessione in D a causa di problemi societari, la società è stata rifondata. Tuttavia, a distanza di un anno, le problematiche si sono ripresentate. Il patron dell'Avellino ha infatti fatto presente di non avere le risorse necessarie a garantire una sopravvivenza da parte della sua società nel prossimo campionato senza dover incorrere nel rischio di penalizzazioni varie. Una vicenda che sta tenendo col fiato sospeso tutta la città di Avellino, con il sindaco sceso in campo per cercare di mediare una soluzione che garantisca continuità al club, il quale, allo stato attuale, non ha ancora ingaggiato il proprio allenatore.

Fra luci e ombre, i "lupi" si apprestano ad affrontare la prossima stagione, desiderosi di continuare la risalita verso quella categoria persa soli 2 anni fa a causa di vicende extracalcistiche.