Ci sono partite che, pur non essendo importanti per alcuni uomini di calcio, per altri significano molto. Bari-Gubbio del 26 maggio 2012 ha rappresentato una fetta di vita professionale straordinaria per Vincenzo Torrente. Un anno prima, alla guida della formazione eugubina, Torrente aveva ottenuto una storica promozione in serie B. Un’impresa per la città dei ceri, al punto tale da rendere l’allenatore celebre quanto Don Matteo

Nella stagione successiva il suo Bari affronta un Gubbio già retrocesso per conquistare quel punto necessario per la salvezza diretta. La vittoria manca da otto gare e non c’è occasione migliore per ritrovarla. I Galletti non si lasciano sfuggire il treno e, dopo una fase iniziale di studio, trovano il vantaggio al ventisettesimo minuto. Il Bari batte un calcio d’angolo dalla bandierina alla destra del portiere Farabbi. La traiettoria è precisa per l’inzuccata vincente di Claiton Dos Santos. L’uomo con la maglia numero 3, svetta più in alto del dolore di una stagione complicata, più in alto dei tre difensori del Gubbio, e incanala la gara verso la conquista di tre punti determinanti. Il colpo di testa è potente, preciso, come teleguidato da un carico di rabbia per una stagione che avrebbe potuto essere più importante. L'incolpevole Farabbi non può far altro che rammaricarsi e raccogliere la sfera in fondo al sacco. Al resto penserà Ciccio Caputo con una doppietta per il 3-0 finale. 

Il Bari conquista la salvezza, briciole rispetto a quanto preventivato ad inizio stagione, ma piatto ricco per come si erano messe le cose. Né torte, né ciliegine, solo un gol importante per la storia del Bari, forse sottovalutato rispetto ai tanti che hanno contornato obiettivi più importanti, ma altrettanto vitale per le sorti di un Galletto in quegli anni spiumato più del solito.

Sezione: Amarcord / Data: Mar 23 giugno 2020 alle 19:00
Autore: Raffaele Garinella
Vedi letture
Print