Sette mesi difficili, conclusi con una mesta retrocessione in C, poi cancellata dal ripescaggio, per il fallimento estivo di Ancona e Napoli. Questa l’esperienza barese di Bepi Pillon, nel 2003-’04

I risultati non sorrisero ai galletti, sul campo, ma il tecnico trevigiano ha ottimi ricordi legati ai supporters biancorossi, raccontati in esclusiva ai nostri microfoni: “Mi sono trovato molto bene, nella città e nell’ambiente. Il rapporto di stima che ho instaurato con la tifoseria, che mi ha sempre dimostrato molto rispetto, anche quando sono tornato al S. Nicola da avversario, è rimasto intatto nonostante la retrocessione. Arrivai in corsa, a novembre, subentrando a Tardelli. Recuperammo molti punti dalla zona salvezza, riuscendo a centrare almeno i playout, e perdendoli poi, nella gara di ritorno con il Venezia. Mi ci è voluto un po’, per riprendermi da quella sconfitta, fu un brutto colpo anche per me.”

Tra le cause di quel finale sfortunato, ci furono alcuni risultati bugiardi, e qualche scelta di mercato: “Ci costò cara una incredibile debacle interna con il Catania, nelle ultime giornate della stagione regolare. Senza quel passo falso, avremmo potuto salvarci direttamente. La cessione di Spinesi, a gennaio, non dipese da me. L’aria di divorzio c’era già quando arrivai, si erano incrinati i rapporti tra il giocatore e la società. Prendemmo Bruno, che comunque fece bene.”

Il mister di Preganziol è assurto agli onori delle cronache, di recente, per aver deciso di rescindere il contratto con il Cosenza, a causa delle problematiche logistiche legate al Covid-19: “Si è trattato di una scelta di vita. Non me la sono sentita di restare lontano dalla mia famiglia, in un momento complicato come questo. La mia testa era accanto ai miei cari, e se fossi rimasto in Calabria non avrei più potuto raggiungerli qui, a Treviso. Non avevo la concentrazione giusta per continuare a lavorare in questa situazione. Ho preferito tornare a casa.”

Questa pausa dal calcio giocato, prolungata ed imprevista, porta con sé una serie di incognite: “Bisognerà riprendere gradualmente. Ci vorranno due/tre settimane di preparazione atletica, prima di ricominciare con le gare ufficiali. La serie C mi sembra quella più a rischio, perché potrebbero scegliere di non riprendere il campionato. Giocare  a porte chiuse, in queste categorie, arreca ai club un danno economico non indifferente. Decideranno il da farsi. Il Bari, tramite i playoff o direttamente, deve comunque puntare alla promozione. La Reggina è lontana, ma nel calcio mai dire mai. In caso di spareggi promozione, spero che i galletti possano tornare in B, e poi in A. La categoria adeguata ai biancorossi, per le qualità della piazza, è la massima serie.”

Sezione: Amarcord / Data: Mer 08 aprile 2020 alle 07:45
Autore: Giovanni Gaudenzi
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