Un triennio condito da due promozioni consecutive, dalla C alla A, ed una mesta retrocessione in cadetteria. Questo il percorso in biancorosso di Alberto Cavasin, dal 1983 al 1986, con Bruno Bolchi allenatore.

L’ex difensore, che complessivamente conta in carriera un centinaio di presenze con i galletti, in esclusiva ai nostri microfoni ha ricordato quegli anni: “Rammento che il presidente Vincenzo Matarrese amava ripetere sempre “Noi siamo il Bari”. In questo motto c’è tutto quel che rappresenta, la squadra di calcio, per questa città. Quando arrivai, scendendo dalla massima serie, dove avevo vestito la maglia del Catanzaro, mi vennero chiaramente spiegati i progetti importanti della società. Non scesi, di certo, per restare in C, ma per vincere in una piazza importante.”

Programmi che furono senza dubbio rispettati: “Il club allestì una squadra di altissimo livello, che con due-tre innesti, l’anno seguente, sarebbe andata in A. Ed arrivammo, nel 1983-’84,  fino alla semifinale di Coppa Italia, eliminando Juve e Fiorentina, e venendo battuti solo dal Verona di Bagnoli. Ricordo il Della Vittoria, un catino ribollente di passione. E le dure battaglie in C, come in B, vinte da un gruppo di giocatori forti, sia tecnicamente che sul piano mentale. Nonostante la retrocessione dell’ultima stagione, in Puglia sono stato davvero bene.”

Sezione: Amarcord / Data: Mar 11 maggio 2021 alle 13:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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