A Bari è scoppiato il caso Andrea D’Errico. Tra i migliori galletti grazie ad un inizio di stagione convincente, in cui si fece apprezzare a suon di prestazioni, condite da un gol e due assist, è stato relegato in panchina ormai da tre giornate consecutive. Per fare luce sulla controversa vicenda, TuttoBari.com ha contattato in esclusiva uno dei massimi conoscitori del centrocampista milanese: Filippo Antonelli Agomeri, suo ex direttore sportivo per oltre sei anni prima alla Pro Patria e poi al Monza. Queste le sue parole: “Andrea l’ho portato dal Barletta alla Pro Patria, già parliamo di otto anni fa credo. Era un ragazzo che aveva voglia di ripartire da capo, ma chiaramente doveva ritrovare fiducia. Partì molto bene lì, poi purtroppo la società non navigava in buone acque. Il suo vero rilancio è ripartito l’anno dopo da Monza, dove ha riniziato dalla Serie D. Devo dire la verità: anche a Monza i primi mesi sono stati difficili, perché Andrea è un ragazzo molto sensibile per certi versi. Aveva bisogno di recuperare una condizione migliore: ha un’abitudine ad allenarsi in una certa maniera perché ha un motore importante, e quindi gli serve questo per poi arrivare a fare la differenza. Dopo le prime difficoltà del primo anno a Monza, in quello successivo in Serie D fu protagonista assoluto e vinse il campionato”.
L’aneddoto e la lunga storia d’amore con il Monza… “Posso dire che Andrea aveva talmente sposato la causa che alla fine della Serie D aveva tante squadre e richieste. Il Monza si affacciava al professionismo con la nuova società e quindi avrebbe fatto un campionato di consolidamento. Invece lui, che aveva tante richieste anche di squadre importanti che giocavano per vincere la Serie C, è voluto rimanere qui. Dopo si è legato tantissimo a questa società e da lì fece un grandissimo campionato in C: il Monza arrivò quarto e poi ci fu l’arrivo di Berlusconi. Pure con mister Brocchi fu comunque sempre uno dei protagonisti, fino all’ultimo giorno, facendo anche delle partite in Serie B”.
I problemi attuali… “Conoscendo Andrea, per me non c’è un vero e proprio caso D’Errico: lui ha già avuto dei momenti no nella sua carriera e sa benissimo cosa vuol dire il sacrificio, il rimettersi in carreggiata e far vedere le sue qualità. Probabilmente in questo momento non ha una condizione eccellente e sta solo soffrendo particolarmente il fatto di non stare bene, come tutti i giocatori che sono abituati a saltare l’uomo e che fanno la differenza: il suo difetto può essere che quando non ci riesce si innervosisce. Però io che lo conosco bene, so che non lo fa con la volontà: questo è il suo più grande difetto ma anche il suo più grande pregio. Perché non accettare mai di non essere protagonisti è pure il suo pregio: quando poi sta bene non ha paura di niente e riesce a fare la differenza, non è un ragazzo che sente pressioni. Probabilmente il fatto che tutti gli dicano qualcosa in questo momento lo innervosisce, però so che lui sta in una squadra forte dove ci sono tanti giocatori forti, come lo era nel Monza. Quindi sono convinto che lui conosca benissimo la strada per rimettersi in carreggiata, magari parlando con l’allenatore o il direttore sportivo sicuramente riuscirà a farsi capire”.
Il diesse del Monza resta fiducioso e getta acqua sul fuoco: “Non posso sapere perché non sono direttamente lì, però la lettura che posso dare è questa. Probabilmente non sta avendo un grandissimo momento di forma, fa fatica ad accettarlo e magari questo lo innervosisce e può sembrare indisponente. Però non è così, lui sa benissimo qual è l’unica strada per riprendersi, anche perché sono i momenti che ha già vissuto a Monza. Un po’ la storia si ripete, magari continuare a fargli notare questa cosa lui non lo accetta. Però sono convinto che cambierà e lo farà per il Bari, Mignani e Polito, che lo ha portato qui perché è un ragazzo sensibile, di cuore e che sicuramente si è già legato al Bari”.
I possibili rimedi… “Lui lo sa benissimo quello che deve fare, perché lo ha già vissuto e sa come si esce dalle situazioni difficili: allenarsi bene, aspettare il suo momento, dimostrare prima in allenamento e poi sicuramente in campo”.
Cosa dovrà cambiare… “Viene da un cambiamento di allenamento, ci sta ed è fisiologico. È un giocatore tecnico ma anche muscolare. Il mio consiglio è non farlo diventare un caso: perché come tutti i giocatori che vivono di spunti e di uno contro uno, quando non riesce a fare questo Andrea si innervosisce e diventa un po’ indolente. Lo conosco molto bene, sa che l’unica strada per riprendersi è allenarsi bene e trovare con Mignani, Polito e il preparatore il modo giusto per ritornare a certi livelli, perché lui deve andare più forte degli altri”.
Marco Zaffaroni e Cristian Brocchi, entrambi ex mister di D’Errico a Monza, hanno definito molto particolare il suo carattere. Per Antonelli Agomeri, però, non è affatto così: “Non ha un carattere difficile. È solo un ragazzo molto sensibile che non accetta le sue performance negative: è il suo difetto ma anche pregio più grande, perché quando poi sta bene per lui non esiste pressione ed è all’altezza di una piazza come Bari, è un trascinatore”.
L’assenza di D’Errico a centrocampo… “Il Bari è una squadra costruita bene, attrezzata e ha sicuramente giocatori per sopperire alla mancanza di D’Errico. La Serie C è lunghissima, siamo appena ad un terzo del campionato. Magari in questo momento al Bari mancherà qualcosa, ma non credo perché ha giocatori importanti in tutti i ruoli e sicuramente potrà usufruire del miglior D’Errico fra un pochettino, se gli si dà questa possibilità. Mi sembra che sia Polito che mister Mignani siano due persone intelligenti, quindi sono convinto che riusciranno a recuperarlo ma il primo che lo deve fare è Andrea, perché sa benissimo come si fa: anche a Monza nel primo anno di Serie D faceva fatica ad allenarsi con continuità, è successo con Zaffaroni, con Brocchi ma dopo ha sempre trovato la via per rifarsi apprezzare”.
Il caso può ancora rientrare entro il calciomercato di gennaio… “Assolutamente. Il Bari è partito alla grande anche grazie ad Andrea, ora è comunque primo in classifica. I giocatori vivono di momenti, io non ne farei un caso. Anzi, forse non darei molto clamore a questa cosa. Se fosse stato uno che non avesse mai vissuto momenti difficili, allora direi che è andato in crisi e non saprei cosa sia successo. Ma siccome lui ha già vissuto dei momenti no e si è sempre tirato fuori nel bene o nel male, so che lo farà”.
Protagonista della trattativa tra D’Errico e il Bari, il diesse del Monza è tornato a valutare il colpo sottotraccia messo a segno da Ciro Polito durante lo scorso luglio: “Un’opportunità per Andrea. A Monza ha fatto tantissime partite, però magari anche per lui poteva essere più stimolante un nuovo progetto. È stato bravo Polito a convincerlo e giustamente a farlo prima che iniziasse il ritiro, perché magari dopo poteva essere più difficile: il merito è stato suo che ha deciso di prenderlo subito”.
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