Era il 18 gennaio 2020 quando Mattia Maita diventava a tutti gli effetti un giocatore del Bari. Dotato di una tecnica sopraffina, il classe 1994 ha acquisito giorno dopo giorno una grande sicurezza nei propri mezzi, divenendo un punto di riferimento imprescindibile nella rosa biancorossa. Nel proprio personale processo di crescita ha notevolmente influito mister Gaetano Auteri, che dapprima l’ha allenato a Catanzaro quand’ancora era un acerbo centrale in cerca di continuità e poi, per ironia della sorte, se l’è ritrovato in biancorosso dopo che proprio i galletti l’avevano privato del suo metronomo nella stagione precedente

Ricongiuntisi questa estate dopo l’addio di Vivarini, tra Auteri e Maita è subito riesplosa la chimica, ricreando quel binomio che tanto bene aveva fatto in quel di Catanzaro. In campo per 967 minuti da inizio stagione, il centrocampista siciliano ha preso letteralmente in mano la squadra, con annessi oneri e onori del ruolo ritagliatosi in campo. È così da semplice gregario in mezzo al campo, Maita è diventato il giocatore dal formidabile rendimento che tutti conosciamo, trascinando il suo intero reparto grazie al suo straordinario senso della posizione. 

Poche le sbavature in questa prima parte di stagione, che fanno di lui tra i migliori fin qui della rosa del Bari. Nelle gare più difficili è stato spesso l’unico in grado di tenere in piedi la mediana biancorossa, fornendo prove di assoluta grinta e carattere. Non ancora all’apice della forma, Maita è destinato a crescere ancora, ma su di lui sono immediatamente piombati gli occhi di commentatori e addetti ai lavori, che per il ventiseienne hanno prospettato un futuro di grande successo

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 27 novembre 2020 alle 18:30
Autore: Andrea Papaccio
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