Era lo scorso 9 marzo quando Catanzaro e Bari giocavano quella che sarebbe stata l'ultima partita della regular season del campionato di Serie C. I numeri dell'epidemia allora iniziavano a farsi preoccupanti e l'attenzione generale, più che sull'incontro dei biancorossi, era sulla conferenza stampa del premier Conte che, con parole destinate a restare nelle pagine di storia del nostro paese, annunciava l'inizio del lockdown ad un'Italia smarrita ed impaurita.

Da quel giorno sembra trascorsa un'eternità, ma in realtà sono passati solo pochi mesi, nel quale però è successo davvero di tutto. Mentre i bollettini rilasciati dalla Protezione Civile contavano quotidianamente gli ammalati e i deceduti, nella galassia del pallone fiumi di parole sono stati sprecati da dirigenti e addetti ai lavori, che per due mesi hanno parlato di possibili ripartenze e strategie alternative per assegnare la promozione.

In tutto questo la Serie C è stata al centro dell'attenzione, dato che molte squadre fin da subito hanno dichiarato di non poter sostenere i costi di una ripartenza con le stringenti regole anti-contagio. L'argomento principale in queste infinite discussioni è stato quello delle promozioni, con accuse di favoritismo per l'una o l'altra squadra e lamentele da parte di un gruppo di club che hanno reclamato i playoff. È stata questa, fin dall'inizio, la linea Bari, con la società fortemente schierata per la ripresa.

Oggi questa parentesi si chiude definitivamente, ed il calcio torna su quello che è il suo palcoscenico canonico: il terreno di gioco, dove già nei giorni precedenti sono cominciati i playout. Forse vincerà la formazione migliore, forse la più fortunata, ma con una certezza: l'ardua sentenza, per usare le parole di Manzoni, spetterà al campo e non agli uffici federali e alle aule di tribunale. Si giocherà, e da queste appassionanti partite uscirà il nome della quarta promossa: sarà questo, e nient'altro, a tutelare la regolarità del campionato.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 30 giugno 2020 alle 18:00
Autore: Raffaele Digirolamo
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