Tra i tantissimi calciatori che hanno indossato la casacca del Bari, alcuni hanno un fattore comune: il cognome. In questa decima puntata della rubrica omonimi in biancorosso, si parlerà dei Ferrari

Il primo è stato Luigi, portiere dei galletti nel campionato 1962-1963. Un'unica stagione ma dai ricordi ampiamente positivi per la compagine barese, coronata dalla promozione in massima serie grazie al secondo posto finale a pari punti con la Lazio e dietro al Messina. Un uomo importante ed affidabile per il gruppo di mister Magni, solo 5 reti subite nelle 8 presenze in cadetteria.

Della medesima durata fu l'avventura di Matteo. Il difensore centrale approdò in prestito dall'Inter nell'estate 1999, un 20enne alla ricerca della definitiva consacrazione dopo le parentesi in B con Genoa e Lecce. Nel giro di pochi mesi stupì tutti, a partire dal tecnico Fascetti, che lo schierò ben 28 volte (17 dal primo minuto) tra campionato e Coppa Italia, al fianco dei suoi compagni più esperti De Rosa, Garzya e Neqrouz. A fine stagione, oltre alla salvezza con il Bari, Matteo riuscì a conquistare il titolo Europeo con la Nazionale Under 21. Le belle prestazioni del giovane convinsero così l'Inter a richiamarlo per far parte della squadra nella stagione successiva.

L'ultimo della dinastia ha vestito la maglia del Bari fino allo scorso gennaio. Si tratta del "Loco" Franco, arrivato per formare una coppia-gol di assoluto livello per la C insieme ad Antenucci. Tuttavia nonostante le ottime premesse e quell'incredibile rimonta di Rieti, rete del momentaneo pareggio e rigore decisivo guadagnato al '94, il feeling con piazza e squadra non è mai sbocciato. L'avventura si è poi complicata dopo il cambio di panchina, da Cornacchini a Vivarini, con il quale non è mai riuscito a collezionare una partita da titolare. Nel corso della sessione invernale ha così lasciato i galletti per raggiungere il Livorno in cadetteria, lasciandosi alle spalle un misero bottino di 268 minuti nel Girone C. 

Sezione: News / Data: Mar 02 giugno 2020 alle 17:30
Autore: Gianmaria De Candia
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