Il sorteggio di questa mattina ha reso noto il primo avversario sul cammino del Bari nei playoff: la Ternana. Una sfida già vista nel corso del campionato, 2-0 in favore dei biancorossi all'andata e 2-2 in terra umbra, ma che sicuramente racchiude tante insidie e difficoltà alla luce della indubbie qualità nell'organico delle fere rispetto alle possibili rivali nei quarti di finale. Nella rosa rossoverde spiccano, infatti, tantissimi elementi con esperienza nelle categorie superiori e soprattutto protagonisti nel recente passato con la maglia biancorossa. Tra questi spicca Marino Defendi, il più rappresentativo e con alle spalle ben 171 presenze con i galletti, dati che lo classificano nella top 30 della storia del club.  

Il duttile centrocampista approdò in Puglia nell'estate 2011 dall'Atalanta, nella medesima operazione che portò alla cessione di Andrea Masiello. Il suo impatto con la piazza barese fu positivo nonostante le gravi difficoltà economiche del club sotto la presidenza Matarrese. Due salvezze consecutive sotto la guida di Vincenzo Torrente, che lo nominò subito capitano, e prestazioni indimenticabili come quella dell'incredibile rimonta al San Nicola contro la Virtus Lanciano da 0-3 a 4-3, in cui il classe 85' mise a segno la sua prima marcatura con il Bari. 

L'anno della consacrazione del rapporto con la piazza fu però il successivo, nella famosa meravigliosa stagione fallimentare. Il dramma societario si tramutò in un'impensabile ed emozionante rincorsa alla Serie A, sfumata solo nella semifinale playoff contro il Latina. Defendi fu sicuramente tra i calciatori simbolo di quel periodo, non solo in campo (record di marcature in carriera, 5) ma soprattutto fuori, per i messaggi d'affetto e la solidarietà espressa sui social alla ricerca di un nuovo compratore e nello straordinario rapporto con i tifosi

La nuova proprietà non portò i risultati sperati in campo ma la sua costanza e determinazione sono sempre state riconosciute dai tifosi. La rottura arrivò ad agosto 2016 sotto la gestione di Roberto Stellone. Da uomo simbolo della squadra fu declassato ad una pedina sacrificabile sul mercato, venendo così rapidamente ceduto alla Ternana in uno scambio con Federico Furlan. Il dispiacere del ragazzo e della piazza emerse ma il destino era ormai segnato. Da quel giorno è tornato diverse volte al San Nicola da avversario e l'intero stadio non ha mai smesso di riconoscere il suo valore come uomo e giocatore, tributandogli cori e applausi come anche accaduto nell'ultimo incrocio ad ottobre. Questa volta, a causa delle norme Covid-19, lo stadio sarà vuoto ma non abbiamo dubbi che Defendi si sentirà a casa.

Sezione: Gli ex / Data: Ven 10 luglio 2020 alle 19:30
Autore: Gianmaria De Candia
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