Intervista a Guido Angelozzi sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno: "Sono molto preoccupato. Non avrei mai pensato che in epoca moderna un virus potesse spaventare il mondo. Sembra di vivere qualcosa di irreale, eppure non possiamo far altro che seguire le disposizioni delle istituzioni e del Governo. Io sono a casa, a La Spezia. Devo dire che qui la situazione è nel complesso sotto controllo proprio grazie alla fermezza che ha avuto l’amministrazione comunale e al senso civico delle persone. Cerchiamo di fare di tutto pur di uscire presto da questa situazione".

Sui tempi della ripresa... "Io sono il primo a voler tornare in campo, a voler proseguire i tornei secondo i regolamenti in vigore. Basti pensare che lo Spezia è in piena corsa per la promozione diretta. Ho sempre dedicato tutto me stesso al calcio, per passione ancor prima che per lavoro. Tuttavia, oggi c’è un nemico molto più grande da battere. La salute è il bene primario da tutelare e non possiamo prevedere le evoluzioni. Nelle scorse ore il rugby ha chiuso in anticipo la stagione agonistica. Non è un buon segnale: non possiamo escludere nemmeno gli scenari più drammatici al momento. Giocare d'estate? È la mia grande speranza perché significherebbe marciare verso un ritorno alla normalità. Leggo di difficoltà sul mercato, contratti da adeguare e francamente resto sbigottito. Perché in un frangente di tranquillità, tutto si può adattare. Penso, invece, ai danni che possano scaturire da altri scenari. Cristallizzare tutto comporterebbe danni economici enormi ai presidenti che hanno investito sul campionato in corso, così come decisioni a tavolino su scudetto, promozioni e retrocessioni farebbero scaturire una serie infinita di potenziali ricorsi. Ed ora proprio non ne abbiamo bisogno".

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 28 marzo 2020 alle 11:10
Autore: Redazione TuttoBari
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