Alberto Bergossi, ex attaccante del Bari, nella sua seconda vita da procuratore sportivo gestisce numerose calciatori di livello tra cui spicca anche Giuseppe Caso, il cui arrivo in Puglia è sfumato all'ultimo: "Caso fa parte dell'agenzia dove lavoro ma non lo seguo io in particolare. È chiaro che è andato a Monza in una piazza molto ambita. Dovrà farsi spazio, sarà molto difficile. Però il giocatore ha preferito Monza e bisogna rispettare la sua volontà. Se un giocatore deve venire in un posto ma non è convinto al cento per cento e non sente il fuoco addosso, è meglio che vada in un'altra squadra. Bari sicuramente pretende la disponibilità massima del giocatore, altrimenti credo faccia fatica a rendere al massimo".

Nella sua agenzia di management è assistito anche Raffaele Pucino che ora si è guadagnato la fascia di capitano: "Pucino ha le caratteristiche giuste per essere un punto di riferimento all'interno dello spogliatoio. È lì da un po' di tempo, ha sempre dato tutto. Ritengo che la fascia di capitano sia meritata e che lui ci tenga molto a questo. La scelta nel farlo capitano è stata giusta". 

Da ex attaccante rapido ed abile nei dribbling, Bergossi ha spiegato i motivi per cui il Bari faccia fatica ad avere un squadra calciatori con tali peculiarità: "Creare la superiorità numerica nel calcio è diventata una cosa abbastanza determinante. Credo sia difficile trovare giocatori offensivi che saltino l'uomo. Le squadre che li hanno, se li tengono abbastanza stretti". 

Nel corso dell'intervista rilasciata ai nostri microfoni, c'è stato anche un tuffo nel passato per celebrare la rete straordinaria realizzata nel derby contro il Lecce del 30 settembre 1984: "Io di gol non ne facevo tanti. Avevo abbastanza le caratteristiche per saltare l'uomo. Di conseguenza direi che è stato il gol più bello della carriera perché è venuto in una partita molto sentita e importante. Lo ricordo molto bene. Sono contento di averlo fatto in una partita così e che sia un bel ricordo per tutti". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 09:00
Autore: Cesare De Pasquale
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