Una sconfitta bruciante che fa male a questo Bari, speranzoso di aver ritrovato la retta via grazie all’avvento di mister Carrera. Il cinico Potenza, capace di vincere per la prima volta nella storia al San Nicola, ha fatto invece ripiombare i biancorossi nel loro mare di insicurezze e limiti caratteriali. Proprio nel momento in cui si stava tentando di porre le basi per un rinnovato entusiasmo, puntualmente è giunto lo stop tanto inatteso quanto raccapricciante.

Può cambiare l’allenatore o il diesse, ma evidentemente i soliti problemi strutturali restano. Così come le errate valutazioni fatte durante lo scorso calciomercato invernale, che ancora oggi stanno costringendo Carrera a poter contare su pochissimi effettivi, potranno essere solo parzialmente riparate con l’ipotetico arrivo di qualche svincolato.

A preoccupare maggiormente, però, è ben altro. Lo scivolone con i lucani potrebbe essere dovuto anche alla stanchezza, causata dalle troppe sfide ravvicinate e dalle risicate sostituzioni disponibili, ma l’iniziale mezz’ora di gioco non è assolutamente accettabile. Un approccio alla partita totalmente sbagliato, l’ennesimo di questa stagione, che non deve essere oscurato dal rigore più che dubbio decretato dall’arbitro. I galletti, già consci del pareggio della capolista Ternana, e con l’Avellino bloccato sullo 0-0 dalla Paganese fino a pochi minuti dalla fine, hanno gettato alle ortiche un’altra ghiotta occasione appena al 34’, quando Baclet si è regalato la doppietta con un’azione magistrale.

Completamente immobile la difesa in quella circostanza. Altrettanto fermo è stato l’attacco, poi leggermente svegliatosi dopo lo 0-2 subito. I gol divorati da D’Ursi ed Antenucci sotto porta hanno fatto il resto, con il grande ex Cianci che purtroppo è rimasto a secco. L’unica nota lieta è stata Rolando, subentrato nel secondo tempo, mentre Marras, autentico protagonista nella vittoria in casa della Juve Stabia, ha coronato con l’ingenua doppia ammonizione una prestazione davvero anonima.

C’è tanto da lavorare, soprattutto sul piano mentale e della cattiveria agonistica. La qualità, infatti, può arrivare fino ad un certo punto. Carrera conosce l’ambiente biancorosso e saprà certamente toccare le corde giuste: ieri non ha cercato alibi, consapevole di non poter fare miracoli ma di provare a tirar fuori il meglio dal materiale che ha a disposizione.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 08 marzo 2021 alle 18:00
Autore: Gabriele Bisceglie
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