Professione... Vincente. Antonio Conte a distanza ormai di un decennio dall'exploit di Bari continua a spopolare. In campo e fuori, l'ex capitano della Juventus sa sempre come farsi notare. Dopo le invettive che hanno trascinato nel dubbio l'intero mondo pallonaro circa la sua permanenza il prossimo anno all'Inter, e i fiumi d'inchiostro che ne sono logicamente derivati, è arrivata - puntuale - l'affermazione sul campo.

Ieri, la sua Inter ha raggiunto le semifinali d'Europa League. Un traguardo indubbiamente prestigioso per chi, in Europa, è sempre stato tacciato di non ripetere gli enormi risultati acquisiti nei campionati nazionali. La nuova sfida di Conte sembra oggi proprio questa. Il post-Covid ha regalato all'ex tecnico del Bari il secondo posto, ad un solo punto dalla Juve. Poi, le fatiche si sono concentrate soltanto sul teatro europeo.

Lì Conte spera di completare in bellezza la sua stagione e zittire qualche scettico. Altri due passi lo dividono, del resto, dal trofeo.

Il futuro? Si vedrà. L'interminabile estate di Conte promette nuovi colpi di scena. Protagonista nato, ambizioso, poco propenso ai compromessi, con un cassetto sempre aperto nella memoria lì dove tutto - in termini di vittorie in panchina - iniziò: Bari, il 4-2-4, una promozione straordinaria.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 11 agosto 2020 alle 17:00
Autore: Davide Giangaspero
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