Oggi, 27 Gennaio 2020, si celebra la Giornata della Memoria. In quest’occasione, oltre alle innumerevoli vittime della tragedia antisemita, è bene ricordare anche Arpad Weisz, ex allenatore del Bari morto nel 1944.

L’ungherese, dopo aver vissuto una breve carriera da calciatore dal 1919 al 1926, trovò risultati ben più proficui quando divenne allenatore di varie squadre italiane. Al suo ritiro da calciatore, l’Italia era diventata il suo paese adottivo, e, dopo aver vissuto varie stagioni nell’Alessandria e nell’Inter – allora denominata Ambrosiana a causa delle leggi razziali – si trasferì nel capoluogo pugliese. Qui nella stagione 1930-31 allenò il Bari, riuscendo a guidarla alla salvezza in Serie A dopo uno spareggio col Brescia. Successivamente tornò all’Inter e fu allenatore di altre squadre italiane come il Novara e soprattutto il Bologna, dove vinse due scudetti.

La tragedia iniziò nel 1938, quando, a causa della sua appartenenza alla religione ebraica, fu costretto a fuggire dall’Italia, trasferendosi a Dordrecht, in Olanda. Qui allenò la squadra locale per quattro anni, fino al 1942, quando fu deportato in un campo di concentramento dopo la conquista dei Paesi Bassi da parte della Germania. Lì trovò la morte nel 1944 in una camera a gas.

Weisz viene soprattutto ricordato e celebrato nelle città di Bologna e Milano: durante la sua esperienza nell’Inter vinse uno scudetto. Inoltre, fu lui a scoprire e a fare esordire in prima squadra un allora sedicenne Giuseppe Meazza, miglior marcatore della storia nerazzurra.

Tuttavia, qui a Bari il suo passato non rimane inosservato. Diverse volte è stato ricordato durante le celebrazioni di questa giornata, inoltre nel 2014 è stata intitolata una via a suo nome nei pressi dello stadio San Nicola. Questa giornata, quindi, va anche ricordata nel segno che Arpad Weisz ha lasciato nella nostra città e in tutto il resto dell'Italia.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 27 Gennaio 2020 alle 20:15
Autore: Gabriele Ragnini
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