Intervistato da La Gazzetta del Mezzogiorno, Simone Simeri ha parlato del suo riscatto nella seconda parte del campionato: "Il calcio è bello perché concede sempre un’altra chance. Nonostante una stagione positiva, mister Cornacchini non mi considerava adatto al suo progetto. Me n’ero accorto e forse questo ha anche condizionato le mie prestazioni, sebbene ogni settimana tornassi ad allenarmi con la ferma convinzione di fargli cambiare idea. Poi c’è stato il ribaltone in panchina: Vivarini mi voleva già ad Ascoli, mi ha dato fiducia, è riuscito ad ampliare le mie conoscenze. Gli devo molto. Mi dispiace esserci fermati proprio in un momento positivo per me".

Sul rinnovo"Il dialogo è sereno, ho totale fiducia nella società. Sono pronto a firmare in un qualsiasi momento. Se non mi cacciano, resto a Bari per sempre. Qui ho tutto quello che si possa desiderare: il mare, la vicinanza con Napoli, l’affetto della gente".

Simeri parla anche dei prossimi playoff: "Non dovremo pensare a chi incontreremo, a come i nostri avversari arriveranno a queste gare. Siamo il Bari, dobbiamo avere sicurezza nei nostri mezzi, non cedere alla paura di sbagliare. Ma allo stesso tempo essere feroci, umili, concentrati su ogni palla, fino alla fine. L'obiettivo è la A con questo club. Per noi la spinta decisiva potrebbe arrivare dal San Nicola: se riapriranno gli stadi, può essere un’arma letale». 

Il paragone con Caputo: "Un operatore di mercato mi ha accostato proprio a lui quando sono approdato al Bari. Ed in effetti abbiamo caratteristiche comuni: attacchiamo la profondità, dialoghiamo con i compagni. Porto il numero nove: se non segno sto male, ma se un compagno è messo meglio di me, passerò sempre il pallone"

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 29 giugno 2020 alle 12:30
Autore: Raffaele Digirolamo
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