E' ovvio. Perdere contro l'Avellino fa male, fosse anche in amichevole, sebbene ai più sia sfuggito che la vittoria in coppa Italia di C avrebbe dato la possibilità di giocare i playoff per la B. Perdere fa male dicevamo, sempre e comunque, ma fa ancora più male quando in tanti, forse tutti, a torto o ragione, ci aspettavamo che l'arrivo di nuovi interpreti, peraltro ancora una volta notevolmente superiori alla categoria, avrebbe potuto dare all'improvviso ciò che con la gestione Cornacchini è sempre, o quasi, mancato: gioco e idee. Perché quando trovi avversari arroccati, come spesso accaduto ed accadrà ancora, solo una precisa identità di gioco può dare la svolta. Perché se, come l'anno scorso, ci si affida alla giocata risolutrice del singolo, quando questa non arriva non solo non si vince, ma non si fa neanche un tiro in porta. E' vero, in Italia siamo tutti allenatori ed a Bari ancor di più Ma è altrettanto vero che quando al barese hai offerto idee e gioco, non sei mai stato criticato, a prescindere dal risultato. Palato fine? Forse. Una cosa è certa: sarebbe davvero un peccato se ora che c'è una Società di una serietè e solidità mai viste a Bari, una rosa che definire competitiva sarebbe riduttivo, un progetto solido e tanta voglia di calcio, mancasse proprio il gioco; il gioco del calcio appunto.

Massimo Di Pilato

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Sezione: Lettera del Tifoso / Data: Gio 22 Agosto 2019 alle 00:00
Autore: Redazione TuttoBari
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