Juve Stabia-Bari è stata una gara con un discreto tenore agonistico, ma con un paio di episodi da chiarire. Il tabellino conta sette ammonizioni: quattro nei confronti dei padroni di casa e tre per gli ospiti. Sono stati fischiati in tutto 26 falli: 15 commessi dalle "Vespe" e 11 dai "Galletti". L'arbitro Rosario Abisso, della sezione di Palermo, non ha bisogno di grandi presentazioni: è un fischietto di grande esperienza con 117 gare in attivo in Serie A, mentre questa era la sua 83esima direzione in Serie B.
Con "Lo dice il regolamento" andiamo ad analizzare, caso per caso, per ogni partita disputata dal Bari, gli episodi e le decisioni arbitrali secondo quanto riportato dal regolamento. Questo, in maniera del tutto neutrale e senza la presunzione di dare giudizi o fare qualsiasi tipo di dichiarazione in merito all'operato di arbitri e Var, ma spiegando esclusivamente il testo delle regole relative alle decisioni e agli interventi. Lo facciamo inquadrando ogni episodio, spiegando come può essere interpretabile ciascuna regola. Ricordiamo che il regolamento del giuoco del calcio è un documento pubblico, scaricabile e consultabile dal sito della FIGC.
Vediamo allora, cronologicamente, le decisioni prese dal direttore di gara con la lente del regolamento.
1° - Ammonizione di Pierobon. Un cartellino giallo da record: dopo esattamente 6 secondi dal calcio d'inizio, il calciatore della Juve Stabia entra in ritardo su Meroni pestandogli il piede con intensità ritenuta da Abisso imprudente.
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni contro un avversario in un modo considerato dall’arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata:
• caricare
• saltare addosso
• dare o tentare di dare un calcio
• spingere
• colpire o tentare di colpire (incluso con la testa)
• effettuare un tackle o un contrasto
• sgambettare o tentare di sgambettare"
"Imprudenza significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito".
APPLICAZIONE. In campo, l'arbitro deve valutare intensità (forza) e punto di contatto.
25esimo - Ammonizione di Castrovilli. Il centrocampista biancorosso interviene in tackle su Stabile ma l'arbitro lascia proseguire per il vantaggio: al termine dell'azione, estrae il cartellino giallo sempre per imprudenza.
38esimo - Ammonizione di Dorval. Il terzino algerino interviene in modo pericoloso con i tacchetti esposti per arrivare su un pallone senza riuscirci e ritrae subito la gamba per evitare il contatto con Carissoni. Anche in questo caso l'ammonizione arriva per imprudenza. Tuttavia, in caso di non contatto il regolamento prevede un calcio di punizione indiretto.
IL TESTO. "Un calcio di punizione indiretto viene assegnato se un calciatore:
• gioca in modo pericoloso
Per “giocare in modo pericoloso” si intende una qualsiasi azione di un calciatore che, nel tentativo di giocare il pallone, mette in pericolo l’incolumità di qualcuno (incluso sé stesso) e include impedire a un avversario vicino di giocare il pallone per timore di infortunarsi".
51esimo - Ammonizione di Cacciamani. Il giocatore giallonero colpisce involontariamente la testa di Cerofolini dopo un'uscita in anticipo. Il cartellino giallo si deve sempre all'imprudenza.
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni contro un avversario in un modo considerato dall’arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata:
• caricare
• saltare addosso
• dare o tentare di dare un calcio
• spingere
• colpire o tentare di colpire (incluso con la testa)
• effettuare un tackle o un contrasto
• sgambettare o tentare di sgambettare"
54esimo - Contatto braccio-pallone di Ruggero. Su un cross di Pagano, Ruggero si oppone nei pressi della linea laterale dell'area di rigore con un braccio posizionato in modo perpendicolare al corpo. Abisso non fischia e segue un check del Var che non lo richiama al monitor, in quanto in sala verificano che il contatto è avvenuto fuori dall'area. Per infrazioni che non comportano un calcio di rigore, infatti, il Var non può intervenire da protocollo.
IL TESTO. "È un’infrazione (“fallo di mano”) se un calciatore: tocca il pallone con le proprie mani/braccia quando queste sono posizionate
in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo. Si considera che un calciatore stia aumentando lo spazio
occupato dal proprio corpo in modo innaturale quando la posizione delle sue mani / braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento. Avendo le mani / braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere punito".
"Un VAR è un ufficiale di gara, con accesso indipendente ai filmati della gara, che può assistere l’arbitro soltanto in caso di 'chiaro ed evidente errore' o 'grave episodio non visto' in relazione a:
a. rete segnata / non segnata
b. calcio di rigore / non calcio di rigore
c. espulsione diretta (non seconda ammonizione)
d. scambio d’identità"
APPLICAZIONE. La prima componente da valutare è il punto di contatto: se nella parte della "manica", il contatto non è punibile (lo diventa da quel punto in giù). Se il punto è sotto questa altezza, conta la posizione delle braccia e l'attitudine nell'allargare il braccio per "farsi più grande" o aiutarsi per controllare od opporsi ad un pallone.
57esimo - Ammonizione di Piscopo. Il numero 11 della Juve Stabia perde un duello con Dickmann in zona offensiva e lo trattiene con due braccia per fermarlo, interrompendo di fatti una ripartenza poiché davanti al biancorosso c'è un'ambia porzione di campo libero. Ammonizione quindi per SPA (interruzione di una promettente azione d'attacco).
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è parimenti assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni:
• contatto mano-pallone punibile (tranne il portiere nella propria area di rigore)
• trattiene un avversario
• ostacola un avversario venendo a contatto con lui
• sputa o morde qualcuno iscritto nell’elenco delle squadre o un ufficiale di gara
• lancia un oggetto contro il pallone, un avversario o un ufficiale di gara o tocca il
pallone con un oggetto tenuto in mano"
L'ammonizione si configura appunto quando un calciatore "commette ogni altra infrazione che interferisce con o interrompe una promettente azione d’attacco".
APPLICAZIONE. In campo bisogna valutare quanto il calciatore con il pallone può avanzare in verticale, quante opzioni ha di passare il pallone a un compagno e come è schierata la difesa.
58esimo - Impatto in area tra Dorval e Carissoni. Il biancorosso riceve un pallone al limite dell'area, lo tocca in avanti e "sbatte addosso" all'avversario sopraggiunto in quell'istante, cadendo. Abisso si trova in una buona posizione per vedere e giudicare, e opta per lasciar proseguire il gioco. Il Var decide di non richiamare il collega al monitor, non ritenendolo un "grave ed evidente errore".
IL TESTO. "Un calcio di punizione diretto è parimenti assegnato se un calciatore commette una delle seguenti infrazioni:
• contatto mano-pallone punibile (tranne il portiere nella propria area di rigore)
• trattiene un avversario
• ostacola un avversario venendo a contatto con lui
• sputa o morde qualcuno iscritto nell’elenco delle squadre o un ufficiale di gara
• lancia un oggetto contro il pallone, un avversario o un ufficiale di gara o tocca il
pallone con un oggetto tenuto in mano"
APPLICAZIONE. Uno scontro può essere considerato come un normale contatto di gioco oppure falloso a seconda dell'intensità e della dinamica dell'azione. In ogni caso, questo tipo di intervento costituisce molto raramente un grave ed evidente errore per il Var, in quanto di norma viene interpretato come una valutazione soggettiva.
88esimo - Ammonizione di Correia. Una progressione di Partipilo viene fermata a centrocampo da Correia con una trattenuta. Abisso estrae quindi il giallo per SPA (Stop promising attack).
95esimo - Ammonizione di Partipilo. Gabrielloni al centro della trequarti viene trattenuto da Partipilo e cade, ma il possesso rimane della squadra di casa, solo per qualche secondo. Lo stesso calciatore barese va infatti a recuperare il pallone, dunque il vantaggio non si concretizza e l'arbitro estrae il giallo sempre per SPA.
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