Per Bortolo Mutti, allenatore dei galletti dal febbraio al giugno del 2011 ed ultimo tecnico del Bari in serie A, i  quattro mesi trascorsi in riva all’Adriatico in sostituzione di Ventura, nelle premesse, dovevano essere molti di più.

Racconta il mister, in esclusiva ai nostri microfoni: "Non dovevo essere solo un traghettatore. Il presidente Matarrese  mi prospettò una situazione drammatica, e nello stesso tempo era consapevole che la squadra era già retrocessa in B. Lui ed Angelozzi mi convinsero prospettandomi un possibile progetto futuro. Facemmo anche un buon percorso. Vincemmo su campi difficili come Bologna e Parma, pareggiammo in trasferta con il Milan, che avrebbe vinto il campionato. Giocammo bene, e la squadra mi sembrava ritrovata. Putroppo, il tradimento di alcuni giocatori, nei confronti della società e del sottoscritto, pregiudicò il fatto che io proseguissi quell’esperienza, come inizialmente era previsto.”

Il riferimento del coach sessantacinquenne allo scandalo calcio-scommesse, ed alla vicenda che ha coinvolto alcuni tesserati dell’epoca, tra i quali Andrea Masiello, è palese: “Ricordo che, nel derby con il Lecce, il presidente venne nello spogliatoio prima della gara, a parlare alla squadra, e chiese a noi di vincere. Nello stesso tempo, abbracciò dei giocatori che lo avevano già tradito. Relativamente a chi ha sbagliato, chi commette degli errori ha il diritto di rifarsi una vita, anche per fatti più gravi. Ma, relativamente al mondo del calcio, io sono per la radiazione. Avrei mandato queste persone a lavorare in altri contesti. Io non ho risentito più di tanto delle conseguenze di quella storia solo perché tutti sanno che non c’entravo niente. Ma resta comunque  una brutta pagina della mia carriera.”

Sezione: Amarcord / Data: Mar 28 luglio 2020 alle 19:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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