L’anno è giunto al termine. Finalmente è possibile fare un bilancio complessivo dell’annata calcistica appena trascorsa, in particolare per il Bari. Per questo motivo è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Alberto Cavasin, storico ex difensore dei biancorossi, che ha voluto ripercorrere il 2020 dei galletti: “Con la pandemia il Bari è stato penalizzato perché se le cose fossero andate avrebbe giocato davanti al suo pubblico, e nella partita con la Reggiana avrebbe avuto molto vantaggio. Rivoluzione estiva? La valutazione è stata fatta con riscontri oggettivi da chi ha il comando della società. L’anno scorso non era stato fallimentare. È chiaro che quando il Bari non vince il campionato viene considerato una sorta di fallimento. Con i risultati dello scorso anno però si poteva confermare soprattutto l’allenatore, che non aveva fatto male. Queste però sono valutazioni che deve fare chi è nella società. La rivoluzione ha cambiato parecchio, ma secondo me il Bari è stato solidificato. Auteri è il top della categoria, il Bari ha fatto una rivoluzione andando in avanti”.

Sulla Ternana e le possibilità del Bari di recuperare il margine: “In questo momento la Ternana ha un passo superiore al Bari, lo dimostra nel valore della propria squadra, che in questo momento potrebbe giocare in Serie B. Il campionato si decide da febbraio in poi, le cose possono cambiare. Tuttavia, la Ternana rimane una squadra forte, e non è solo il momento a dimostrarlo; l’organico ha una sua dimensione e fatico a pensare che possa sbagliare tante partite. Il Bari deve continuare la sua strada e recuperare i sei punti, la Ternana potrebbe avere qualche cedimento. La Serie C è tremenda; adesso che non c’è il pubblico magari è meno difficile per alcuni perché viene di più fuori il tasso tecnico di ogni squadra. Quando giocavo col Bari avevamo una squadra fortissima che però ogni domenica rischiava di perdere con l’ultima squadra, perché quando si giocava su alcuni campi il pubblico diventava un’arma per la squadra inferiore tecnicamente”.

Cavasin ha voluto concludere menzionando il giocatore in cui si rispecchia di più: “Io non ero il giocatore più forte nel Bari. C’erano giocatori tecnicamente superiori. Mi identifico molto in Di Cesare, mi ricorda quello che ero in quel Bari. Ero più giovane di lui, ma la gente mi voleva bene perché trasmettevo attaccamento alla maglia, sia dentro che fuori dal campo”.

Sezione: Esclusive / Data: Ven 01 gennaio 2021 alle 19:00
Autore: Gabriele Ragnini
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