Intervista a Vitali Kutuzov nel corso del programma "Benvenuti al Colosseo" in onda sulle frequenze dell'emittente radiofonica romana "Non è la Radio".  Tra le altre cose, l'ex attaccante biancorossa è tornato sull'insolito siparietto andato in scena nella sala conferenze dello stadio 'Olimpico' di Roma nel post gara di Lazio-Inter, con il suo vecchio allenatore ai tempi del Bari, Antonio Conte (CLICCA QUI): "È successo un po' per caso. Io ero lì come ambasciatore dello stadio Olimpico nell'ambito di Euro 2020. Allora sono arrivato in conferenza stampa e ho pensato di farmi riconoscere. Tutti erano preoccupati che, vista la sconfitta, rispondesse male. Io però ero sicuro del contrario, lo conosco bene, e infatti ha sorriso".

Sul Bari guidato dal tecnico salentino e su quello attuale, Kutuzov si è così espresso: "Del suo Bari ricordo che tutto era come una favola. Bari cominciò a vivere un sogno incredibile, salendo sul podio di Serie A, dove salgono solo le città importanti. Il calcio a Bari è una religione e io ho sentito questa passione ovunque. Il gruppo grazie a lui era unito e compatto. Si facevano tantissimi sacrifici, oltre il triplo del lavoro. Io anche ho sofferto l'impatto. Il mio corpo ha necessitato di un periodo d'adattamento a quei ritmi. Il Bari era un Inter in miniatura. Io vedo ad esempio Lukaku, e fa il mio gioco. Io anche ero grosso, cercavo di sopportare l'impatto con la difesa. L'Inter naturalmente ha valori diversi e obiettivi diversi, ma la filosofia è ancora quella di Bari. Il presente? Il presidente che c'è oggi ha fatto salire, gradino dopo gradino, il Napoli. Credo quindi abbia le competenze per fare lo stesso con il Bari".

Sezione: Gli ex / Data: Gio 20 febbraio 2020 alle 18:30
Autore: Redazione TuttoBari
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