La prossima settimana potrebbe essere quella della vera ripartenza del Bari. Dopo settimane di silenzio, riflessioni e trattative, dovrebbe arrivare l’ufficialità dell’approdo di Pierpaolo Marino come nuovo direttore generale biancorosso, verosimilmente già nei primi giorni della settimana. Un ingresso atteso, che segnerà l’avvio concreto della programmazione in vista della prossima stagione di Serie C.

Per Marino, però, non ci sarà tempo per ambientarsi. Il lavoro che lo attende è enorme e parte da un presupposto chiaro: il Bari va ricostruito quasi da zero.

La prima urgenza riguarda naturalmente la struttura tecnica. Serve definire con chiarezza l’organigramma sportivo e capire da chi ripartire in panchina. Prima ancora del mercato, infatti, bisognerà sciogliere il nodo allenatore, figura fondamentale per stabilire identità tattica e caratteristiche dei profili da cercare.

Subito dopo arriverà il tema più caldo: la rosa.

Il Bari si presenta all’estate con un gruppo destinato a cambiare profondamente, sia numericamente che qualitativamente. I giocatori in prestito che saluteranno sono numerosi: Esteves, Braunoder, Nikolaou, Stabile, Cavuoti, De Pieri e soprattutto Emanuele Rao sono già certi dell’addio. Per alcuni il contributo è stato minimo, per altri — come Rao — si tratta di uscite pesanti almeno in termini di talento potenziale.

A questi si aggiungono diversi elementi a fine contratto o comunque vicini alla separazione. Christian Gytkjaer appare al capolinea della sua avventura barese. Situazione da monitorare anche per giocatori simbolici come Mehdi Dorval, Raffaele Pucino e Nicola Bellomo, tutti con il futuro ancora da definire ma difficili da immaginare come pilastri della ricostruzione.

Anche tra chi è formalmente sotto contratto, non mancano le incognite. Alcuni profili hanno mercato in Serie B e potrebbero salutare in caso di offerte convincenti. Su tutti Michele Cerofolini, tra i pochi realmente positivi della stagione, ma anche Gabriele Moncini, attaccante che nonostante il contesto difficile ha mantenuto una certa affidabilità. Attenzione anche a elementi come Maggiore, Dickmann e Verreth, giocatori che potrebbero ancora avere richieste nel campionato cadetto.

Il paradosso è che, accanto alle uscite, ci saranno anche rientri dai prestiti da valutare. Nomi come Francesco Vicari, Giacomo Manzari e Filippo Faggi torneranno alla base e Marino dovrà decidere rapidamente se possano essere risorse utili per la Serie C o se vadano inseriti in altre operazioni.

La sensazione è che al nuovo dirigente serviranno soprattutto rapidità e lucidità. La Serie C è un campionato che si prepara in anticipo: chi arriva tardi spesso paga dazio. E il Bari non può permettersi ritardi, né errori di valutazione.

Per questo l’arrivo di Marino non rappresenterà soltanto un cambio di figura dirigenziale, ma il vero inizio della nuova stagione. La piazza aspetta segnali concreti. Il tempo delle analisi è finito: adesso bisogna costruire.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 14:30
Autore: Antonio Testini
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