Antonio Conte e Vincenzo Vivarini. Denominatore comune il Bari e un presente burrascoso. No, non siamo impazziti. Le latitudini e le richieste sono totalmente opposte. Ma le ambizioni restano ambizioni in qualsiasi categoria. E allora mentre Antonio, amatissimo ex tecnico biancorosso dell'ultima promozione in A, sbatte i pugni e polemizza apertamente contro la sua società, Vincenzo Vivarini - con un incedere nettamente meno turbolento - aspetta notizie e rilancia, dopo una stagione difficile, chiuso in un silenzio che sembra interminabile.

Curioso, ma la fame di successi lega a stretta mandata le posizioni dell'ex tecnico del Bari e di quello attuale. Due modi di intendere il calcio (e la comunicazione) certamente diversi, un futuro comune nella stessa prospettiva, oggi tutta da scrivere.

C'è che Conte ha brontolato dopo la sfida contro l'Atalanta. Un secondo posto (a proposito, lo stesso piazzamento di Vivarini a Bari) è bastato per accendere il polverone.

Società assente, caccia alla spia, mercato, le proposte dell'oltraggio riassunto dall'ira funesta del tecnico salentino che già a Bari si era reso protagonista di un clamoroso dietrofront a traguardo raggiunto. Vivarini si è arreso alla Reggina nella stagione regolare, poi alla Reggiana durante i play-off. Anche per lui, ora, è arrivata la resa dei conti.

Richieste ingenti quelle che l'ex tecnico di Empoli e Ascoli avrebbe recapitato alla proprietà per andare avanti. Che sia Vidal, o Ninkovic, il risultato non cambia. Inter e Bari incassano, pronte a preparare la controfferta. Conte e Vivarini, diversi, oggi mai così vicini.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 03 agosto 2020 alle 15:30
Autore: Davide Giangaspero
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