Solitamente le idee migliori ti vengono quando di notte non riesci a prendere sonno e ti giri e rigiri da una parte all'altra del letto. Le ferie servono, invece, a rilassarti, ad apprezzare la quotidianità del lavoro che ami ed a riflettere su quello che non ti torna, nei giorni di pieno caos. Parto da quest'ultimo punto per scrivere il mio editoriale del lunedì su TuttoMercatoWeb ed i lettori mi perdoneranno se oggi, e solo oggi, non parlo di calciomercato. Ho avuto la possibilità di leggere e rileggere, in questi giorni di afa, le carte del processo sportivo di Roma e, come ha fatto Palazzi, anche io mi sono soffermato su Antonio Conte. Se di processo mediatico si tratta che lo sia fino in fondo. Non bisogna difendere un personaggio o una squadra, bisogna entrare nel dettaglio per amore della verità. In attesa del secondo e terzo grado, gli avvocati del tecnico bianconero avranno modo di difendere il proprio assistito a loro piacimento, perché ci sono ampi margini per ottenere una piena assoluzione. Partiamo dalle assoluzioni di Bonucci e Pepe, la chiave è proprio qui. L'esito positivo dell'inchiesta si deve soprattutto al fatto che non è stato ritenuto attendibile il pentito chiave, Andrea Masiello, reo di essersi contraddetto nel susseguirsi degli interrogatori più di cinque volte. Le contraddizioni di Masiello rendono gli indagati Bonucci e Pepe forti di fronte alla Commissione Disciplinare ma la Giustizia Sportiva, seguendo questa procedura, attua una evidente disparità di trattamento, perché anche al tesserato Filippo Carobbio vengono riconosciute almeno tre versioni differenti nei racconti degli episodi accaduti, prima di prendere per buona l'ultima versione. La Giustizia Sportiva è satellite della Giustizia Penale. E qui arriva un altro punto a favore di Antonio Conte. Uno dei motivi dell'assoluzione di Leonardo Bonucci è il seguente: la Procura Statale non ha mai indagato Bonucci, non risulta nel registro degli indagati della Procura di Bari ed è per questo motivo che la Commissione Disciplinare decide di annullare la richiesta di squalifica di 3 anni e 6 mesi, avanzata dal Capo della Procura Federale, Stefano Palazzi. Alt! L'impianto accusatorio deve cadere, per lo stesso motivo, per Antonio Conte. Il tecnico della Juventus, infatti, non risulta nel registro degli indagati della Procura di Cremona; come confermato pubblicamente dal PM Di Martino, a Conte è stata soltanto attuata una perquisizione nella propria abitazione che, per di più, non ha portato a trovare nulla di compromettente, considerato il luogo a non procedere della Procura Statale di Cremona. Da questa settimana entrerà in gioco l'avvocato Giulia Bongiorno, esperta di penale, meno di diritto sportivo; per questo aspettiamoci una difesa su principi generali e non sui fatti specifici di Novara-Siena ed Albinoleffe-Siena. Il principio del Processo Penale deve valere anche nel Processo Sportivo "Divieto della disparità di trattamento". Caso emblematico dimostrato dall'assoluzione di Pepe e Bonucci. Come dire, i migliori difensori di Conte sono proprio i suoi giocatori. Non ci aspettiamo prove nuove anche perché in Giudizio non sono consentite. Dalle carte che invadono la mia scrivania emerge anche un altro aspetto che, sinceramente, non risulta chiaro: diversi calciatori del Bologna, tutti assistiti dall'avvocato bolognese Paco D'Onofrio, professore in Diritto Sportivo presso l'Università di Bologna, non sono stati neanche deferiti perché risultati estranei all'indagine penale. Un aspetto che porterebbe, già di per sé, all'assoluzione Antonio Conte è l'illogicità del deferimento che ne fa derivare il conseguente annullamento. Ecco perché: la colpa di Conte non è chiara a nessuno. Viene squalificato per omessa denuncia, ma il castello accusatorio si basa sulla riunione tecnica pre Novara-Siena, durante la quale il tecnico avrebbe detto ai suoi calciatori che la partita era stata decisa per un pareggio. 1) Se questa è l'accusa Conte non dovrebbe essere squalificato per omessa denuncia ma per illecito sportivo. 2) Ci sono 7-8 calciatori di quel Siena che o testimoniano il falso oppure dicono la verità: ovvero, il mister non ci ha mai parlato di pareggio scritto. 3) Per omessa denuncia dovrebbero essere deferiti tutti i calciatori di quel Siena e, invece, il club toscano con 7 illeciti se l'è cavata con 6 punti di penalizzazione. L'incongruenza principale, come emerge dalla difesa dell'avvocato del Novara, Cesare Di Cintio (la sua arringa è stata apprezzata dall'intera Commissione Disciplinare), la partita sarebbe stata combinata dai calciatori delle due squadre e dagli zingari scommettitori. Pareggio ed over, perché il punto andava bene ad entrambe le squadre. Falso! Il Novara con quel pari perse momentaneamente il terzo posto. Il Varese di Sannino aveva gli scontri diretti favorevoli ed a 4 giornate dal termine, grazie a quel 2-2, conservò il terzo posto che perse successivamente alla 40^ di campionato. Manca, quindi, l'elemento dell'accordo sulla partita più incriminata. Così come non torna il caso Larrondo. Il giocatore viene inizialmente deferito dalla Procura Federale per illecito sportivo, decide poi di patteggiare e l'illecito diventa semplice omessa denuncia. Ultimo appunto, sul famoso Novara-Siena che inchioderebbe Conte. L'accusa si è basata molto sull'aggancio delle linee telefoniche di Carobbio e Bertani alla cella di Corso Vercelli a Novara alle 11:08 del mattino dello stesso giorno. Perché incontrarsi di mattino a Novara, si chiede l'accusa? Peccato che sfugga un particolare: tutte le linee si agganciavano a quell'ora alla cella di Corso Vercelli perché Novara-Siena si giocava alle 12:30 e non alle 15:00, quindi le squadre erano già allo stadio e Corso Vercelli è una parallela dello stadio Piola di Novara. Se faranno dei test su quella cella anche il telefono di Conte, a quell'ora, risulterà agganciato. Paradossale...
In chiusura, è giusto sottolineare una giustizia a due velocità. La Procura Federale spiega che per non tralasciare nulla al caso ha diviso l'inchiesta in due fasi. Bari e primo fascicolo di Cremona e, successivamente, Napoli, Genova e secondo fascicolo di Cremona. Da questo programma emerge una disparità sportiva che in pochi hanno evidenziato. Così facendo, Stefano Mauri, tesserato Lazio appartenente al secondo fascicolo di Cremona e già arrestato, non può essere ancora giudicato dalla Giustizia Sportiva e potrà regolarmente iniziare il campionato di Serie A 2012-2013. Antonio Conte, neanche indagato dalla stessa Procura, invece già risulta squalificato dalla Giustizia Sportiva.
Potremmo continuare con le contraddizioni e le prove che scagionerebbero Antonio Conte, ma lasciamo ai suoi legali il piacere di dimostrare l'innocenza dell'unico vero grande capro espiatorio del "Processo Scommessopoli". Pardon, Contopoli.
Autore: Redazione TuttoBari
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