La puntata odierna di Bari&Dintorni vuol esser un omaggio ad un personaggio che porta ben alto il nome della Puglia in tutto il mondo. Un personaggio che incarna la vera essenza del pugliese di ieri, di oggi e di domani. Come credo abbiate già capito stiamo parlando del celebre Lino Banfi. Siamo andati a riscoprire la città della sua infanzia in quanto si trasferisce a soli tre anni da Andria proprio a Canosa.
Canosa di Puglia è un comune che conta 31.271 abitanti ed è collocato sul margine nord-occidentale dell'altopiano delle Murge da cui domina la valle dell'Ofanto e l'estesa pianura del Tavoliere delle Puglie, spaziando dal monte Vulture al Gargano, alla costa adriatica.
Canosa è considerata uno dei principali centri archeologici della Puglia e rappresenta uno dei casi più significativi di città a lunghissima continuità di insediamento. Reperti e vasi canosini sono in tutti i principali musei e collezioni private del mondo ma, naturalmente, testimonianze del suo passato sono disseminate nella città attuale e nel territorio circostante.
La storia di Canosa vide, dopo le guerre d'indipendenza e il disastroso terremoto del 1851, l’affermazione del ceto borghese: a dimostrarlo fu la costruzione di palazzi signorili in tufo locale (su tutti il Sinesi, il Fracchiolla-Minerva, il Rossi, l'Iliceto, il De Muro Fiocco e il Visconti) che cingevano il centro cittadino, a preservare i segni del tempo dell'Acropoli e della Cattedrale.
Passata praticamente incolume alla prima guerra mondiale, Canosa subiva gli effetti del primo terremoto Irpino del 1930 (79 anni dopo quello che costrinse alla ricostruzione di parte della cattedrale di San Sabino e numerosi edifici) e fu quindi costretta alla riparazione degli ingenti danni.
Il 6 novembre 1943, poco dopo l'armistizio (8 settembre dello stesso anno), il paese veniva bombardato. Alcuni palazzi rimasero danneggiati (comprese le adiacenti chiese di San Francesco e San Biagio e parte del Palazzo di Città), altri ancora rasi al suolo, e 57 persone persero la vita. Nell'aprile 2001 il Comune di Canosa è stato insignito della medaglia di bronzo al Valor Civile in ricordo della tragedia.
Il 17 settembre 1962, con decreto del Presidente della Repubblica il comune è stato insignito del titolo di Città per le sue tradizioni storiche e per i meriti acquisiti dalla sua comunità.
Nel 1980 Canosa fu nuovamente danneggiata dal terremoto nell'Irpinia. Come già tante volte in passato, la cittadina si ritrovò in una situazione di emergenza, con antichi edifici e alcune chiese dichiarate inagibili.
Attualmente Canosa è un centro basato prevalentemente sull'agricoltura, ma con un vantaggio nel terziario (turismo archeologico) e nell'industria e artigianato (tessile, alimentare e manifatturiera).
Ma ora passiamo al nostro idolo, Lino Banfi.
Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, nasce ad Andria l’11 luglio del 1936, oltre ad essere un uomo di spettacolo a tuttotondo è anche ambasciatore dell'UNICEF.
Reso popolare per la sua parlata con forte accento barese, è tra gli attori italiani più caratteristici e distintivi del dopoguerra.
La sua famiglia cattolica lo aveva spinto a provare l'esperienza del seminario, ma lui si sentiva portato nel fare spettacolo ed esordì come cantante nelle feste musicali della sua cittadina.
A diciotto anni, nel 1954, in pieno periodo del dopoguerra e soprattutto delle migrazioni interne verso il triangolo industriale (Milano, Torino e Genova), emigrò a Milano per tentare l'avventura nel teatro di varietà.
Lino Banfi, insieme a ad altri mostri sacri del calibro di Lando Buzzanca, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Carlo Giuffrè, Gianfranco D'Angelo, Aldo Maccione e Alvaro Vitali, rappresenta una delle icone di riferimento delle commedie erotiche degli anni settanta, che furono criticate a quel tempo per le scene di nudo e per i linguaggi volgari, ma che sono state rivalutate negli ultimi anni poiché considerate un'analisi critica dei difetti della società italiana.
Negli anni ottanta raggiunse il picco della sua popolarità con pellicole che lo videro come protagonista unico (o al massimo come deuteragonista) quali L'allenatore nel pallone, Vieni avanti cretino, Il commissario Lo Gatto e Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, popolarità che ha trovato nuova linfa con la fortunata interpretazione di nonno Libero nella serie Un medico in famiglia e con altre fiction di successo, che lo hanno portato al ritorno sul grande schermo nel 2008.
Lino è sposato con Lucia dal 1962 e ha due figli, Walter e Rosanna, anch'ella attrice.
Vero leader della “pugliesità” nel mondo.
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