ESCLUSIVA TUTTOBARI.COM - Pino Giusto, ex Bari: “Bolchi e Catuzzi i miei maestri. A Terlizzi perché credo in D’Alesio”

La nostra redazione ha intervistato l’ex centrocampista del Bari anni '80 e neo allenatore del Terlizzi.
29.10.2010 13:41 di Renato Chieppa  articolo letto 4843 volte
ESCLUSIVA TUTTOBARI.COM - Pino Giusto, ex Bari: “Bolchi e Catuzzi i miei maestri. A Terlizzi perché credo in D’Alesio”

Dodici anni di carriera da professionista, tutti vissuti a pochi passi da casa, ma intensamente come (forse) nessuno mai. Potremmo riassumere così la carriera di uno dei centrocampisti che più ha sentito il fascino di indossare la maglia del Bari, città che gli ha regalato i natali nel settembre del 1961. Questo è Pino Giusto, trequartista che giocò per i biancorossi dal 1984 al 1987: tre campionati, di cui due in serie B ed uno in A per un totale di 54 presenze e 4 reti ed anche una promozione ottenuta alla sua prima stagione. Prima del Bari tre campionati a Monopoli (1981-1984) per maturare, poi per il giocatore ci sono state Barletta (1987-1989), Andria (1989-1991), fino alla chiusura della carriera con la maglia del Bisceglie nell’ex C2 nel 1993. Dal 1997, invece, ha iniziato la sua carriera d’allenatore partendo da Locorotondo per poi calcare i palcoscenici di altre realtà pugliesi come Nardò, Brindisi, Monopoli e Noicattaro, giusto per citarne qualcuna. Lo scorso anno poi a Matera in serie D ed ora Terlizzi in Eccellenza. 

Tuttobari ha raggiunto telefonicamente il tecnico barese per parlare del suo passato da giocatore e della sua carriera da allenatore che in questi giorni ha visto aprirsi le porte di una nuova e stimolante avventura.

Allora, ciao Pino, spiegaci un po’ com’è indossare la maglia della tua città?

Un sogno che si realizza. Giocare in Prima squadra col Bari è stato come toccare il cielo con un dito. Dopo 12 anni di settore giovanile, tutta la trafila iniziata quando avevo solo 9 anni, non mi pareva vero eppure era la realtà.”

Hai avuto diversi allenatori in carriera. Chi ti ha lasciato il segno?

Bolchi e Catuzzi su tutti. Il primo sotto l’aspetto umano; l’altro che dire, un grande conoscitore di calcio come pochi. Da loro ho appreso tanto, poi però, in questi primi 15 anni di carriera da allenatore, ci ho messo molto di mio. I moduli li ho girati tutti non avendone uno fisso – continua il tecnico – ma, cosa più importante, ho sempre adattato la tattica alle risorse che avevo a disposizione.

Ovviamente segui il Bari.

Ci mancherebbe. La squadra negli ultimi anni ha dato grandi soddisfazioni e ha tutto il potenziale per ripetersi anche in questa stagione. Un plauso va fatto a Vincenzo Matarrese che non ha mai mollato.” 

C’è un Pino Giusto nella rosa attuale dei galletti?

Io fungevo da trequartista. Ventura non usa tale figura affidandosi molto agli esterni. Se magari fosse venuto a Bari Giovinco ti avrei detto lui, anche perché fisicamente ricorda me ai tempi in cui giocavo.

Adesso Terlizzi, tappa importante per la tua carriera?

"Devo essere sincero, se avessi aspettato un altro po’ sarei potuto andare in una categoria più importante dell’Eccellenza. Ma quando D’Alesio mi ha chiamato e poi ci siamo visti non ho potuto dire di no. La sua determinazione, unita al profondo legame che ci unisce, sono state fondamentali nella mia scelta.”

Infine, come vedi il gruppo dopo questi primi giorni?

Il primo pensiero è andato all’amico Sergio Notariale. I ragazzi sono molto legati a lui e abbiamo parlato di quanto era accaduto. Portare serenità nell’ambiente è la prima cosa, poi col lavoro arrivano anche i risultati. Conosco bene il gruppo, alcuni li ho anche già allenati e quindi siamo subito entrati in sintonia. A me nessuno ha chiesto nulla, la classifica attuale parla chiaro, ma domenica dopo domenica possiamo dire la nostra se vogliamo. Adesso intanto pensiamo al Fasano, il resto verrà da sé.”

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