Intervista a Rubino sulle colonne di Repubblica. L'ex dirigente biancorosso, barese doc, ha costruito il Trapani neopromosso in B: "Ce l’abbiamo fatta, perché il Trapani è una squadra di uomini veri: servono quelli per vincere un torneo duro come quello di serie C. Serve sempre, se vuoi vincere in ogni campionato. Ma la C è un torneo complicato, dove non basta essere i più bravi. Devi esserci mentalmente dal primo all’ultimo minuto della stagione. Basta pensare che la finale si è giocata il 15 giugno, quando gran parte dei giocatori è già in ferie".

Sull'ipotesi di una corazzata biancorossa, Rubino avverte: "Non ho dubbi, con simile proprietà non giocherà mai per arrivare secondo. Guai però a pensare di vincere prima ancora di giocare. Le sorprese sono dietro l’angolo e noi ne siamo l’esempio. La rosa del Trapani? Abbiamo una base di giocatori di esperienza, abituati a vincere i campionati, come nel caso di Evacuo, Scognamiglio e Costa Ferreira, che lo scorso anno aveva vinto la C con il Lecce. Ma ugualmente fondamentali sono stati i giocatori in apparenza anonimi, ma che per fame e caratteristiche hanno dato un contributo straordinario per la promozione. La miscela ha funzionato e ci ha portato lontano".

Rubino ricorda i suoi trascorsi da dirigente del Bari ai tempi della gestione Paparesta: "Fare il capo dello scouting mi è servito molto. Io di nuovo a Bari? Colmerebbe il fatto di non avere mai giocato con la maglia della mia città. Ma nel calcio è anche una questione di casualità".

Sezione: Gli ex / Data: Mar 18 giugno 2019 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoBari
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