O lo ami o lo odi. Gaetano Auteri è fatto così, non c'è una via di mezzo. Dal carattere fumantino, ama il bel calcio e l'offendere al difendere. Pepato nelle sue dichiarazioni, è un profilo che ricorda Eugenio Fascetti, a Bari una celebrità. E fu lo stesso Fascetti che aveva in Auteri un pupillo, tanto da acquistarlo su sua richiesta ai tempi del Varese. Dopo un'onesta carriera principalmente tra i campi della Sicilia, Auteri capisce che il meglio lo può dare da allenatore, da qui la sua storia che lo porta oggi candidato numero uno alla panchina biancorossa.

Inizia la sua carriera preparatore dei portieri dell'Atletico Catania, per poi passare da primo al Ragusa, in interregionale. Ma è nel triennio con l'Igea Virtus che inizia a far parlare di sé: vittoria del campionato in Serie D e sesto posto in C2. Si guadagna l'Avellino, il Crotone, passa dal Martina Franca e poi torna a casa a Siracusa. Quando la fortuna sembra voltargli le spalle, arriva l'occasione a Gallipoli, neopromosso in Serie C2. Con i salentini compie miracoli: vince il campionato agevolmente con un gioco superoffensivo sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori, vince la Coppa Italia di C e plasma Jose Castillo, passato poi da Bari qualche anno dopo.

Il richiamo di casa è troppo forte, e così dopo un buon campionato in C1 col Gallipoli torna a Siracusa in Serie D. Auteri è uno istintivo, sanguigno: un uomo del Sud. E' chiamato non a caso lo Special One della Serie C. Passa al Catanzaro, e arriva secondo in campionato. Arriva la chiamata dell'ambiziosa Nocerina: Auteri coglie la palla al balzo e conduce i molossi alla vittoria del campionato, dominando dall'inizio alla fine. Confermato in Serie B, debutta così per la prima volta in cadetteria, ma viene esonerato con la squadra al penultimo posto. Riconfermato per l'anno seguente, riesce a concludere il campionato in quarta posizione.

L'anno dopo torna in Serie B col Latina neopromosso, ma dopo tre partite (un pari e due sconfitte) viene esonerato. L'anno dopo passa al Matera, con cui raggiunge la semifinale play-off persa ai rigori contro il Como, scoprendo un talento barese come Giovanni Di Noia. Con Auteri si lotta per i primi posti, ed è per questo che il Benevento decide allora di affidarsi a lui per raggiungere per la prima volta nella storia la Serie B. E così arriva il più grande successo della sua carriera: vittoria del campionato con i sanniti, mettendosi alle spalle squadre fortissime quali il Lecce di Braglia e soprattutto il Foggia di De Zerbi.

Tutto farebbe pensare ad un Auteri in Serie B con gli stregoni, ma Auteri o lo ami o lo odi. Il tecnico di Floridia decide di separarsi con il Benevento perché legato al presidente Vigorito, in quel momento fuori dal club per problemi personali. Sposa allora la corte del Matera di Columella, già allenato due anni prima. Ancora una lotta accesa con Foggia e Lecce (per questo motivo da quelle parti viene simpaticamente appellato come il benzinaio, per via del suo modo di vestirsi in tuta e il vizio del fumo). Viene eliminato ai playoff in una squadra che però fa parlare di sé per via del bel gioco e di individualità come Strambelli e Di Lorenzo. Decide di rispettare il suo contratto a Matera in gravi problemi economici, per rispetto del suo presidente e della piazza. Passa l'anno seguente al Catanzaro dove al primo anno arriva terzo e viene eliminato ai playoff, il secondo viene esonerato a campionato in corso e poi richiamato.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 14 agosto 2020 alle 19:00
Autore: Claudio Mele
Vedi letture
Print