Sono tifoso della Bari da oltre 40 anni. Vivo e lavoro lontano, al Nord Italia. Dove il tifo "integralista" (nel senso puro del termine, disintossicato dagli improbabili schieramenti a favore dei miliardari club) per la Città di provenienza rappresenta occasione di composta e orgogliosa appartenenza, ribadita in ogni occasione e circostanza, a cui amici e colleghi assistono con rispettoso affetto e simpatia, adesso dispiaciuti per la enorme tragedia sportiva che stiamo vivendo. Inimmaginabile.

Pensavo di aver vissuto sportivamente tutto. Dopo le imprese della Bari di Fascetti, Conte e Ventura, corsaro negli anni in tanti stadi del Nord Italia, a cui ho assistito col cuore esploso di gioia. Dopo la stagione fallimentare, con la Serie A sfiorata al penultimo ostacolo. Il fallimento, la serie D, i 3 anni di C e la tanto sperata definitiva rinascita. La Serie A di nuovo mancata per pochi secondi. I play-out stravinti inaspettatamente in terra umbra. Rieccoci a rivivere l'angoscia, sull'orlo del precipizio. Frutto di una sconsiderata rivoluzione tecnica, apportata con ripetute (luglio-gennaio) scelte inadeguate e irrispettose.
Per il Popolo Biancorosso, cui orgogliosamente continuerò per sempre ad appartenere. Da lontano. Dove si soffre ancora di più.

Vincenzo Iurilli - Vicenza

Scrivi anche tu le tue impressioni sul Bari all' indirizzo e-mail laletteradeltifoso@tuttobari.com

Sezione: Lettera del Tifoso / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 17:00
Autore: Redazione TuttoBari
vedi letture
Print