In una stagione segnata da continui cambi in panchina, rivoluzioni tecniche e un mercato invernale che non ha prodotto l’impatto sperato, il Bari oggi ha bisogno di certezze. Non soltanto sul piano tattico, ma soprattutto sotto l’aspetto caratteriale. Con una classifica che preoccupa e un margine d’errore ormai ridotto al minimo, i biancorossi possono aggrapparsi a chi questa maglia la conosce davvero. A chi, a Bari, non è semplicemente di passaggio. Tra questi ci sono PucinoDorval e Bellomo. Tre percorsi diversi, un unico filo conduttore: il radicamento in biancorosso.

Se c’è un calciatore che sa cosa significhi attraversare momenti complicati in questa piazza, quello è Pucino. Arrivato nel 2021, ha vissuto tutte le tappe recenti del percorso del Bari: dalla Serie C alla cavalcata culminata con la finale playoff soltanto sfiorata, fino a una salvezza conquistata con determinazione. Nelle ultime settimane è stato spesso provvidenziale, intervenendo in situazioni delicate e mettendo ordine in una fase difensiva che ha mostrato più di qualche crepa. Non sempre appariscente, ma concreto e affidabile. Adesso, però, servirà qualcosa in più. Servirà la sua leadership, quella che già esercita nello spogliatoio ma che, in questo momento, dovrà emergere con ancora maggiore forza. Perché quando la pressione aumenta e il peso della classifica si fa sentire, avere accanto chi certe battaglie le ha già combattute può fare la differenza.

Accanto all’esperienza, il Bari ha bisogno di energia. E uno dei giocatori da cui non si può prescindere è Dorval. Dal 2022 in biancorosso, conosce ormai bene l’ambiente e le sue dinamiche. Le sue qualità sono evidenti: corsa, progressione, capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Le sue accelerazioni possono cambiare l’inerzia di una gara, accendere il pubblico e costringere gli avversari a rincorrere. Ma non è solo una questione atletica. Dorval ha dimostrato anche personalità, quella necessaria per caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti più delicati. In una lotta salvezza servono strappi, coraggio e iniziative individuali capaci di rompere l’equilibrio. Il Bari ha bisogno delle sue giocate vincenti per ritrovare fiducia e incisività.

Se si parla di appartenenza, però, il pensiero corre inevitabilmente a Bellomo. Il suo legame con il Bari nasce lontano, tra i vicoli della città Vecchia e nel settore giovanile biancorosso, dove si mise subito in evidenza per talento e qualità tecniche, fino all’esordio in Serie B nella stagione 2008/09. Nel corso della carriera ha maturato diverse esperienze lontano da casa, ma il filo con Bari non si è mai spezzato. Quattro le parentesi in biancorosso: dagli esordi tra il 2008 e il 2010, poi il ritorno dal 2011 al 2013, una breve tappa nel 2015 e infine il nuovo approdo nel 2022. Un rapporto fatto di andate e ritorni che lo rende, agli occhi dei tifosi, uno di famiglia. Tra i ricordi più vividi resta l’esultanza del “trenino”, un’immagine che riaccese l’entusiasmo del San Nicola e riportato alla memoria atmosfere di altri tempi. Oggi, al di là delle giocate, è proprio il senso di appartenenza a poter fare la differenza. Bellomo sa cosa rappresenta questa maglia e cosa significhi indossarla in momenti difficili. E quando viene chiamato in causa, difficilmente fa mancare il suo contributo in termini di impegno e dedizione.

Alla fine dei conti Pucino, Dorval e Bellomo non potranno farcela da soli. Ma potranno essere il punto di partenza. Perché quando la classifica si fa pesante, spesso la differenza la fanno l’esperienza, l’energia e il senso di appartenenza. E oggi il Bari ha bisogno soprattutto di questo: ritrovare la propria identità per provare a scrivere un finale diverso.

Sezione: News / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 08:00
Autore: Martina Michea
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