In questa rubrica andiamo ad analizzare, caso per caso, partita per partita, gli episodi e le decisioni arbitrali secondo quanto riportato dal regolamento.
Lo facciamo inquadrando e applicando il testo a ogni episodio, spiegando come può essere interpretabile ciascuna regola. Questo, in maniera del tutto neutrale e senza la presunzione di dare giudizi all'operato di arbitri e Var, ma spiegando il perché delle decisioni e degli interventi. Ricordiamo che il regolamento del giuoco del calcio è un documento pubblico, scaricabile e consultabile dal sito della FIGC.
Cosenza-Bari è stato un match privo di grandi episodi controversi, ma con un paio di episodi che avrebbero potuto cambiare il corso degli eventi. L'arbitro Valerio Crezzini, della sezione di Siena, era alla sua 14esima direzione in Serie B. Il tabellino conta 5 ammonizioni, 3 per il Cosenza e 2 per il Bari. È stato assegnato un calcio di rigore per i locali e uno per il Bari che è poi stato revocato per "overrule" dal Var in quanto il contatto falloso era avvenuto appena fuori dall'area di rigore. Vediamo allora, cronologicamente, le decisioni prese dal direttore di gara con la lente del regolamento.
33esimo - Ammonizione di Ricci. La prima ammonizione è per l'ex Giacomo Ricci, che stende Dorval con un tackle. C'è un contatto con il ginocchio sulla gamba del biancorosso. Per l'intensità, l'arbitro lo giudica imprudente.
IL TESTO. "Se un’infrazione comporta un contatto è punita con un calcio di punizione diretto. Imprudenza significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito".
APPLICAZIONE. In campo, l'arbitro deve valutare velocità, intensità (forza) e punto di contatto.
35esimo - Ammonizione di Maggiore. Il centrocampista biancorosso interviene spingendo da dietro con l'avambraccio Zilli che si trova sulla trequarti offensiva e si dirige in avanti. Il direttore di gara ammonisce per "SPA" (Stopping promising attack) ovvero per aver interrotto una potenziale azione pericolosa.
IL TESTO. L'ammonizione si configura appunto quando un calciatore "commette ogni altra infrazione che interferisce con o interrompe una promettente azione d’attacco".
APPLICAZIONE. In campo bisogna valutare quanto il calciatore con il pallone può avanzare in verticale, quante opzioni ha di passare il pallone a un compagno e come è schierata la difesa.
56esimo - Calcio di rigore per il Cosenza. Su una percussione dalla destra c'è un'imbucata per Florenzi che appena prima di prendere il possesso del pallone viene atterrato in area da Falletti. Florenzi gli passa da dietro e lo supera, Falletti lo tocca con il ginocchio e cade sull'avversario dopo l'incrocio con le gambe.
IL TESTO. Tra le voci delle infrazioni per un calcio di punizione diretto o di rigore c'è anche "caricare" ovvero, come in questo caso, "franare addosso". L'intervento è da considerarsi "negligente": “Negligenza significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare".
APPLICAZIONE. Sui contatti in area di rigore la soglia tecnica per fischiare fallo tendenzialmente si alza leggermente. Un contatto diventa punibile quando, come in questo caso, toglie in maniera evidente la possibilità di mantenere o guadagnare il possesso del pallone all'attaccante.
74esimo - Rigore assegnato al Bari (trasformato in punizione) e ammonizione di Dalle Mura. Su un lancio lungo, Favilli si pone in vantaggio sul pallone e si invola verso l'area ma viene fermato con un intervento scomposto di Dalle Mura ad altezza volto, ma con il contatto che avviene sul petto. Crezzini estrae il cartellino giallo. In dinamica il punto di contatto sembra avvenire sulla linea ma, dopo il controllo al Var, viene certificato appena fuori. Cambia il provvedimento disciplinare? No, perché trattandosi di imprudenza e non di DOGSO fuori area (il vecchio "fallo da ultimo uomo"), viene punito solo l'intervento falloso in sé.
IL TESTO. Secondo il protocollo, il Var può assistere l'arbitro anche "in relazione a calcio di rigore/non calcio di rigore" per "posizione dell’infrazione (all’interno o all’esterno dell’area di rigore)". "Per decisioni oggettive (che si 'limitano ai fatti'), ad esempio, posizione di un’infrazione o di un calciatore (fuorigioco), punto di contatto (fallo di mano / fallo), posizione (all’interno o all’esterno dell’area di rigore), pallone non in gioco, ecc., è solitamente sufficiente una revisione del VAR".
Per concretizzare invece un'espulsione per DOGSO (negare un'evidente opportunità di segnare una rete) è necessario che questi quattro parametri siano soddisfatti:
"• La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta
• La direzione generale dell’azione di gioco
• La probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone
• La posizione e il numero dei difendenti"
APPLICAZIONE. Se l'arbitro fischia l'infrazione giudicandola da DOGSO in area di rigore e non imprudente (eccezion fatta per spinte, trattenute o mancanza di possibilità di giocare il pallone) è tenuto a estrarre il cartellino giallo. Diversamente, e quindi in caso di SPA, non è tenuto ad adottare provvedimenti disciplinari.
94esimo - Ammonizione di Favilli. L'attaccante barese si lamenta con il fischietto di Siena dopo un fallo fischiato ai suoi danni per aver controllato un pallone con il braccio, protestando per un presunto fallo appena precedente. Favilli si avvicina all'arbitro faccia a faccia urlando e quest'ultimo lo ammonisce per proteste. L'arbitro non vede o non valuta falloso l'intervento di Kristov che viene anticipato da Simic e non applica vantaggio, anche se il pallone rimane in possesso del Bari.
IL TESTO. "Un calciatore titolare deve essere ammonito se: • protesta con parole o gesti / azioni (nei confronti degli ufficiali di gara)"
"È un’infrazione (“fallo di mano”) se un calciatore: tocca il pallone con le proprie mani/braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo".
APPLICAZIONE. Per le proteste, l'arbitro valuta tono, atteggiamento, espressione e parole del calciatore; per il fallo di mano, la posizione delle braccia e l'attitudine del calciatore al momento del contatto.
96esimo. Ammonizione di Ricciardi. Il Bari recupera il pallone in difesa e prova a ripartire ma, mentre Pereiro sta per calciare in avanti, viene toccato da Ricciardi con lo scarpino e cade. Ammonizione per "SPA".
APPLICAZIONE. Anche se il fallo avviene in difesa, l'arbitro ha punito la volontarietà di interrompere una ripartenza considerando anche il "green", ovvero lo spazio di campo a disposizione della squadra che attaccava.
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