Durante l'intervista a Nicola Ventola a cura di FantaMasterTV, l'ex giocatore del Bari ha raccontato il suo passato da calciatore, menzionando in maniera significativa il suo trascorso in Puglia, dove ha esordito in Serie A: "Avevo solo 16 anni, nel 1994. Sono entrato gli ultimi minuti di un Fiorentina-Bari, l’unica palla che ho toccato ho preso un calcione da Marcio Santos, campione del Mondo con il Brasile nel 1994. Quando sono tornato nel mio paese, mi vantavo con tutti di aver preso un calcio da Marcio Santos. Più che l’esordio, mi interessava questa cosa. Esordio all'Inter? Io conoscevo solo Bari, ero tifoso del Bari e avevo un po’ paura di questo nuovo mondo sconosciuto. Ho fatto doppietta alla prima partita e mi sono innamorato di quell’ambiente, sono diventato interista dentro”.

Poi prosegue, elogiando la piazza barese“Le emozioni più belle della mia vita calcistica sono a Bari. Quello era il sogno di diventare protagonista della squadra che andavo a vedere da bambino con papà. Mi sentivo importante e amato. Sapevo l’importanza dei derby e a Lecce ho segnato un gol e mi sono procurato un rigore. Nel 1998 non me ne volevo andare, per me esisteva solo Bari. I soldi sono importanti, ma all’epoca non me ne fregava niente di andare a guadagnare di più all’Inter. Ho avuto parecchie discussioni con Matarrese perchè non volevo andare”.

Infine, Ventola ha speso qualche parola sui suoi ex compagni di squadra, inclusi quelli ai tempi del Bari: "Zanetti, Materazzi, Seedorf, Pirlo, Vieri, Baggio, Djorkaeff, Chiesa, Signori, Zambrotta: tra Inter, Bari, Bologna e Siena ho giocato con giocatori di questo livello. Bombardini che parla in barese? E’ l’influenza mia e quella di Cassano a Roma​​​​".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 30 marzo 2020 alle 07:25
Autore: Gabriele Ragnini
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