Sabato pomeriggio, il Lago di Como sarà teatro di una battaglia che potrebbe essere decisiva per il futuro del Bari. Al Sinigaglia, stadio che si trova proprio sulle rive del famoso Lario, i biancorossi si giocheranno una stagione. Oramai, alla fine del campionato, mancano solo sei gare, e la squadra di Iachini si trova pericolosamente a ridosso della zona playout, a pari punti con lo Spezia e il Cosenza.

In questo momento, il Como è forse il peggior avversario possibile per il Bari: la squadra di Roberts ha agguantato il secondo posto, che varrebbe una promozione in Serie A che manca da oltre vent'anni, e viene da tre vittorie consecutive. Per concretizzare il suo sogno, la compagine lombarda non può permettersi un passo falso contro una squadra che non vince da 7 partite e che, in trasferta, ha vinto solo due volte in questa stagione. Inoltre, i biancorossi si presenteranno al Sinigaglia senza le due colonne portanti della squadra: Di Cesare, capitano e baluardo difensivo, e Sibilli, un po' in affanno nelle ultime uscite (come tutto il resto della squadra) ma di gran lunga il miglior giocatore del campionato dei galletti.

Per questo, il Bari dovrebbe cambiare atteggiamento e pensare meno ad alcuni principi espressi da Iachini nelle interviste, come la voglia di dominare la partita, che finora non si è mai vista, o un maggior possesso palla. In un momento come questo, dove i punti pesano come macigni, il mister dovrebbe mettere da parte il suo credo calcistico ed affidarsi ad armi meno ortodosse, come una difesa serrata ed attenta ed una ripartenza ordinata ma letale. I calciatori, per esprimere questo tipo di calcio, devono indossare l'elmetto e lottare dal primo all'ultimo minuto, cercando di essere una spina nel fianco anche per avversari attualmente più blasonati. Basterà questo per la salvezza? Ai posteri l'ardua sentenza.

Sezione: Copertina / Data: Gio 11 aprile 2024 alle 12:00
Autore: Alessio Bonavoglia
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