Risultato mai in discussione, così come la superiorità palesata in campo. Molto più forte il Bari - questo di Vivarini - per lasciarsi impensierire da una volenterosa Virtus Francavilla. Il risultato finale - 2-0 reti di Antenucci su calcio di rigore, e Ciofani- avrebbe potuto essere più largo, ma contava vincere, e tre punti sono arrivati. 

Dopo un girone sono cambiate moltissime cose. Soprattutto nella mentalità della squadra, estremamente consapevole dei propri mezzi, decisa nella ricerca della vittoria, autorevole nell’impostazione del proprio gioco. 

Che non sarà ancora arricchito da quel Tiki Taka in grado di solleticare i palati di chi è abituato a sorseggiare champagne, ma è più che sufficiente per continuare la rincorsa alla capolista Reggina. Vivarini ha inculcato nei suoi calciatori quel tremendismo tipico di chi ha orgoglio, rabbia agonistica, e ferrea volontà di non darsi mai per vinto. 

Pensando al tremendismo biancorosso viene subito alla mente l’intero collettivo. Da Simeri ad Antenucci, fino agli ultimi arrivati, Maita, Laribi e Ciofani - gol all’esordio per lui - nessuno appare intenzionato a mollare. Neanche le briciole, e dalle parti di Reggio Calabria lo hanno compreso domenica scorsa. E se ancora non fosse chiaro a tutti, sarà utile rammentarlo agli avversari. Naturalmente attraverso prestazioni importanti come quella messa in luce al San Nicola contro la Virtus Francavilla.

Gli amaranto sono davanti, questo recita la classifica. Per il momento. Il campionato è lungo, e Vivarini, da uomo paziente ed allenatore caparbio qual è, non ha fretta. Si scrive Vincenzo Vivarini, si legge John Keating. Il fiore sarà colto al momento giusto. 

Carpe diem, Bari! 

Sezione: Copertina / Data: Dom 02 febbraio 2020 alle 19:25
Autore: Raffaele Garinella
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