Auteri, un volpone della categoria, lo aveva dichiarato nel prepartita quando, a proposito del Bari, aveva definito la corazzata pugliese come la squadra più forte del campionato. Del momento, naturalmente - pur evidenziando i meriti della Reggina nell’arco dell’intero torneo - ed aveva ragione. Almeno per quanto visto nel primo tempo, quando il Bari avrebbe meritato un vantaggio ben più ampio dello 0-1. 

La ripresa ha detto altro, con gli uomini di Auteri rientrati in campo con un differente piglio e capaci di raggiungere meritatamente il pari. Il risultato finale - 1-1 - giusto per quanto visto nell’intero arco dell’incontro, serve solo alla capolista Reggina, ormai lanciata verso la serie cadetta. 

Al Bari restano - oltre ai rimpianti - anche quei mali oscuri che gli hanno ancora impedito di vincere in trasferta. Un prolungato digiuno che ha compromesso la scalata verso il vertice della classifica. Quell'istinto killer che tanto bene riesce tra le mura amiche del San Nicola, latita lontano dalla Puglia. Difficile reperire le cause che impediscono al Bari di essere cinico così come durante le partite casalinghe. Nulla da imputare all'approccio iniziale, visto che gli uomini di Vivarini sono passati in vantaggio dopo una manciata di secondi. Meno appagante l'ingresso in campo nella ripresa quando, l'eccessiva sicurezza ha agito da boomerang, ritorcendosi contro la squadra. Soliti problemi - noti da tempo - da risolvere in chiave playoff. Dove le distrazioni come quelle scaturite in occasione del pari giallorosso potrebbero risultare fatali per la conquista della promozione. 

Sezione: Copertina / Data: Lun 09 marzo 2020 alle 23:00
Autore: Raffaele Garinella
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