Tutto di nuovo in discussione. Ecco perché la Turris ha vinto

03.02.2019 16:45 di Davide Giangaspero  articolo letto 10752 volte
Tutto di nuovo in discussione. Ecco perché la Turris ha vinto

Tutto di nuovo in discussione. Come nel peggiore degli scenari possibili. L'unico risultato che non doveva arrivare a Torre del Greco è arrivato in una gara caricata a pallettoni, come prevedibile, dai padroni di casa e condotta fino al successo, frutto di un gol nella ripresa e di una prova carica di determinazione. Ciò che è mancato al Bari, appena discreto nella prima frazione, nettamente meno in una ripresa confusa e mal condotta dalla squadra di Cornacchini apparsa lontana da una reale efficacia nei tentativi, pochi e modesti per la verità, verso la porta avversaria.

E così il vantaggio si riduce. Bene sottolinearlo: il Bari resta primo, con merito e con discreto bagaglio di punti (nove, virtualmente sei se i campani dovessero vincere la gara da recuperare). Certo, averne bruciati altri tre (anche all'andata il Bari non era andato oltre il pareggio, in casa) certifica la bontà del primo concorrente, ora assolutamente ancor più diretto nella corsa al primo posto.

Cosa non è andato oggi? Il Bari è parso innanzitutto meno collettivo rispetto ai campani. Evidentemente in alcune gare anche il gran tasso tecnico dei biancorossi non può bastare di fronte ad organizzazioni più pragmatiche. La Turris è la squadra che meglio di tutte conquista oggi la complementarietà con la prima della classe: discontinua nel gioco, affidata ai propri solisti, quest'ultima; omogenea come un'orchestra (a maggior ragione senza il capocannoniere del campionato, oggi peraltro assente) la Turris.

Serva da lezione allora la vittoria di Davide contro Golia. Molto nell'atteggiamento va cambiato, tanto ancora nel gioco, non considerato da Cornacchini una priorità ma evidentemente necessario nell'individuazione di un'identità oggi assolutamente mancata. Non bastano mille sostituzioni e una rosa larga per avere la meglio degli avversari: la costruzione del successo (che resta ad oggi assolutamente probabile) si deve sviluppare nell'orgoglio e nella testa di una squadra risucchiata nel proprio imborghesimento. E allora si guardi con attenzione a certe sconfitte, al di là del colpo in classifica, non catalogandole ad episodi ma ad importanti campanelli d'allarme. Solo così il Bari chiuderà senza patemi la pratica promozione.