Per l’ennesima volta, Il Bari butta il suo grande cuore oltre l'ostacolo, a dispetto degli assenti, di una conduzione arbitrale a dir poco discutibile e di una crisi societaria che minaccia la partenza di alcune pedine importanti: encomiabile e commovente la prova dei biancorossi che surclassano per tutta la durata dei 90 minuti la compagine modenese in odore di play off!
Il Bari c'e' e gia' dopo soli 5 minuti Caputo mette la palla in rete da una punizione di Bellomo ma l'arbitro annulla per fuorigioco.
Le palle goal si susseguono, in campo è solo Bari ma l’ottimo portiere del Modena, Colombi, si oppone con fermezza negando la marcatura a Bellomo, Ceppitelli, Galano e Romizi che meriterebbero maggior fortuna considerato il bel gioco e la manovra fluida e brillante della compagine biancorossa.
Finisce cosi un primo tempo a senso unico caratterizzato da una netta supremazia dei galletti a fronte di un Modena più impegnato a contenere che a pungere e di cui si prende nota soltanto per il gol annullato, in netto fuorigioco, al 9’ a Signori.
Ammonizione dubbia a Ceppitelli e si va al secondo tempo.
Alla ripresa, il portiere Colombi esce dall'area ed ingenuamente tocca la palla con le mani e viene espulso ma il suo sostituto, appena entrato, non lascia spazio a rimpianti sfoderando subito una magnifica parata su tiro di Caputo. Pochi minuti dopo Fedato viene atterrato in area mentre attendeva l'assist di Bellomo ed e' rigore realizzato poi da Caputo che spiazza magnificamente il portiere.
Al 22’ l’arbitro ripristina la parità numerica infliggendo il secondo giallo su Ceppitelli che è costretto ad abbandonare il campo ripetendo diverse volte, il labiale è chiarissimo, “questo è pazzo”. Il Bari non molla incalzando sempre più il Modena che è schiacciato inesorabilmente nella propria metà campo. All’86’ il tanto atteso esordio di Gustavo Aprile in sostituzione di Fedato e qualche secondo dopo il Bari ottiene il secondo calcio di rigore per atterramento di Defendi lanciato in area dallo stesso Aprile. Sul dischetto c’è di nuovo Caputo che sigla il suo ottavo goal stagionale chiudendo la partita: il canarino e' in gabbia e l’intera squadra può ora festeggiare la vittoria con il simpatico balletto Sciaudo-Gangnam style!
Quello contro il Modena è stato dunque un Bari convincente, ordinato e incisivo che inanella la seconda vittoria consecutiva e che mostra i muscoli non solo all’avversario ma anche a chi la scorsa settimana tratteneva il proprio entusiasmo opponendo l’esiguità del Lanciano.
Un Bari che contro il Sassuolo dovrà rinunciare non solo allo squalificato Ceppitelli ma con ogni probabilità, anche al preziosissimo Galano che ha riportato una contusione alla clavicola e di cui si avranno ulteriori notizie in settimana.
Ma è anche un Bari sempre più orfano di una società che in settimana si è fatta sentire dopo un lungo silenzio con Antonio Matarrese: nel corso dell’assemblea pugliese del FIGC, il vice presidente vicario si è premurato di ricordarci quanto sia disastrosa la situazione delle casse del Bari, paventando l’ipotesi di cessione gennaio di alcuni nostri gioiellini e sottolineando quanto siano corresponsabili di questa situazione tutti gli altri imprenditori baresi che non sono corsi in loro soccorso.
Frasi che hanno creato una profonda indignazione generale e da cui sono nati i cori di contestazione che per l’intera partita sono stati rivolti in direzione del dg Garzelli e della famiglia Matarrese alle cui dichiarazioni rispondiamo opponendo tutta una serie di quesiti irrisolti già da anni ormai: come è stato possibile portare alla crisi una delle società che fino a pochi anni fa era in cima alle classifiche dei “bilanci in ordine ed in attivo”? dove sono finiti i soldi delle polpose e numerose cessioni di questi ultimi anni? E quelli dei diritti tv dei due anni in serie A? E come è stato possibile accumulare così tanti debiti da rendere di fatto il Bari poco appetibile agli occhi di chiunque avesse anche solo lontanamente avuto voglia di “venire in soccorso” dei Matarrese, della squadra e della città tutta?
La tifoseria è stanca di queste dichiarazioni il cui carattere insultante è tutto concentrato in queste omissioni, bugie e lamentele che fra l’altro la famiglia non ha alcun diritto di esprimere a causa di quella “parte oscura” della gestione societaria in seno alla quale, siamo certi, risiede il male che ci ha portati sul lastrico e di cui la dirigenza stessa non ha mai voluto proferir parola.
E’ tempo di fare chiarezza e di pretenderla una volta per tutte.
E nel frattempo: GIU’ LE MANI DA QUESTA SQUADRA!
Donne Biancorosse è una rubrica a cura di: Carmen Loseto, Angela Elia, Angela Evangelista, Enza Cassano, Anna Biallo e Antonella Poliseno.
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