L’arrivo a Bari di Filippo Costa, giunto in Puglia dalla Spal, in accoppiata con Mirco Antenucci, fu il segnale più forte lanciato alla piazza dai De Laurentiis, nello scorso mercato estivo. La volontà della proprietà di riportare in B i galletti apparve subito evidente a tutti. Il campionato disputato sin qui dal terzino ventiquattrenne, in prestito biennale dal Napoli, è stato certamente all’altezza delle attese.

I NUMERI – Il ragazzo, reduce da tre stagioni con la maglia dei ferraresi, due delle quali in massima serie, ha fin qui collezionato 29 presenze in biancorosso, due delle quali nella Coppa Italia di C. Il dato che risalta è quello relativo ai 6 assist forniti ai compagni finora. Rendimento di tutto rispetto, ulteriormente impreziosito dal gol segnato nel match interno contro la Cavese.

COSA VA – Sempre titolare nelle ultime dieci gare giocate dagli uomini di Vivarini, ad eccezione del derby di Monopoli, saltato per squalifica. Nelle ultime cinque Costa è rimasto in campo per tutti i 90 minuti. La fascia sinistra della retroguardia sembra aver trovato un padrone. L’atleta, da sempre bravo in fase di spinta, sembra aver recepito le indicazioni del mister relativamente alla fase difensiva, meritandone ultimamente la fiducia.

COSA NON VA – Il periodo peggiore, per il calciatore, è coinciso con il cambio di modulo effettuato dal trainer biancorosso a novembre, dopo il pareggio interno con la Vibonese. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-1-2 ha penalizzato il giocatore, che nelle successive sette partite, a partire dalla gara di Bisceglie, è entrato nell’undici iniziale in una sola occasione. Il suo difetto, per ammissione dello stesso tecnico del club, era la poca propensione a difendere. La situazione, ultimamente, appare migliorata. Un po’ troppe le cinque ammonizioni fin qui collezionate.  

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 06 aprile 2020 alle 14:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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