In esclusiva ai microfoni di TuttoBari, l’ex calciatore biancorosso Massimiliano Tangorra ha analizzato le ultime vicende accadute in casa biancorossa, soffermandosi sull’impatto di Carrera e sulle ambizioni ritrovate dei galletti. Ecco le sue parole: “Marras è arrivato quest’anno, ogni calciatore va valutato prima come uomo e poi come giocatore. Ognuno ha il suo tempo per inserirsi, conoscersi ed esprimersi al meglio. Siamo tutti diversi, c’è chi si ambienta il giorno dopo, chi dopo un mese e chi dopo un anno. Manuel essendo arrivato la scorsa estate a Bari ha avuto qualche problema a esprimere tutte le sue potenzialità, adesso sta migliorando, magari perché inizia a star bene nella vita quotidiana e a essere accettato nel gruppo squadra. Formare la squadra è il lavoro più difficile per un allenatore, far sincronizzare tutti su un unico pensiero è una cosa molto complessa. Quando ci si allinea su un solo obiettivo tutti collaborano per raggiungerlo. Questo non accade sempre perché l’uomo è prettamente egoista”.
Su Maita: “Deve essere lui a farsi recuperare, non devono essere gli altri. È vero che il Covid ha inciso, ma un conto è fare la mezzala e un conto il trequartista, durante l’assenza di Antenucci, nel 4-2-3-1 proposto contro il Monopoli non c’erano giocatori che potessero fare quel ruolo e lui si è adattato per l’occasione. Mattia si è sacrificato ma non è un ruolo a lui congeniale. Deve ritrovare la brillantezza, la condizione e la continuità avute nella prima parte di campionato. È giusto che se un giocatore non sta bene non giochi, altrimenti rischia di fare brutte figure e di conseguenza non dà il suo apporto alla squadra. Carrera deve aspettare che Maita torni nella sua condizione ottimale”.
Sulle differenze tra Carrera e Auteri: “Ogni persona ha un suo carattere e si rapporta in maniera diversa al gruppo. Auteri, diversamente da Massimo, si poneva diversamente alla squadra. In ogni sport, soprattutto quelli di squadra, il divertimento dovrebbe essere sempre alla base. Anche in una professione cosi seria come il calcio professionistico, che richiede sacrificio e abnegazione, bisogna dare spazio al gioco e al divertimento, altrimenti diventa un timbrare il cartellino. Quando non c’è il divertimento ha tutto un peso specifico diverso. Quando ci si diverte anche il sacrificio lo fai con più leggerezza e spensieratezza”.
Conclude Tangorra: “Gli auspici sono positivi, dobbiamo continuare a credere in questo sogno, da barese mi auguro che Ermal Meta vinca Sanremo e il Bari vada in Serie B. È una piazza che merita categorie più alte, per far si che questo accada ci vogliono tanti sforzi. Carrera è riuscito a ricompattare l’ambiente e la squadra, riattaccando le varie componenti che con Auteri si erano disunite. Candellone non va considerato un brutto anatroccolo, ha vissuto come tutti durante la gestione Auteri un periodo negativo, ma sono sicuro che in questo contesto nuovo riuscirà a dimostrare il suo vero valore. Leonardo non è scarso, ha solo bisogno del contesto ideale per rendere al meglio, secondo me emergerà anche lui quando sarà chiamato in causa”.
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