La sosta, spesso, serve a ricaricare energie fisiche e mentali. Correggere eventuali errori, perfezionare la condizione atletica e valutare, magari, nuove soluzioni possibili. A Bari, invece, sembra che il campionato debba realmente ancora iniziare. La squadra non ha ancora una sua identità, un suo modo di stare in campo, una logicità nel suo modo di giocare. Tanti cambi di modulo, ritorno allo schema primigenio come successo nell'ultima gara con il Padova, interrogativi continui. Insomma, un vaso dai piedi di argilla, senza fondamenta solide e con molto ancora da costruire. La vittoria di sabato scorso contro il Padova ha tutte le sembianze di essere stato un brodino caldo, forse non del tutto meritato ma arrivato per circostanze fortuite. I famosi episodi favorevoli. Sino all'espulsione di Capelli e il rigore trasformato da Moncini, il Bari era sotto ad un treno, in un burrone, con la netta sensazione di un allenatore abbondantemente con le valigie pronte.
Si tratta ora di capire se davvero questa vittoria "sporca" possa aver fatto scattare una scintilla in tutto il gruppo. Staff tecnico compreso. La graticola è sempre li e non è stata allontanata. C'è da dimostrare ancora tanto e Caserta sa che deve fare ancora molto per mettere in evidenza il suo valore, la forza delle sue idee, del suo credo tattico. Questi giorni dovranno servire a plasmare finalmente una squadra degna di tal nome, con codici precisi e riferimenti certi. Un'orchestra che sia davvero collaudata e pronta a lottare per risalire al più presto la classifica. Si ripartirà da Reggio Emilia e dovrà a tutti i costi iniziare un nuovo campionato per il Bari. Vero, certo, con ambizioni. Basta traccheggiare e basta vedere certi errori imperdonabili. E' ora di vedere un collettivo forte, solido. Una compagine dove ognuno sa quello che deve fare. Il tutto nella speranza di non vedere più esperimenti che non hanno senso o presunti correttivi che riescono ad essere più dannosi della grandine.
Il lavoro che attende Caserta è si tattico e tecnico ma anche psicologico. Ha bisogno di trovare i suoi punti di riferimento, quei giocatori che diano la certezza di essere veri leader, persone che si prendono le proprie responsabilità non nascondendosi in campo. La sensazione è di una squadra con scarsissima personalità e voglia di lottare. E' arrivato il momento di invertire la rotta. Il campionato del Bari è ad un bivio e sino alla prossima sosta di novembre non dovrà più essere caratterizzato da battute d'arresto imbarazzanti. Ci si gioca tanto da parte di tutti. Società, staff tecnico e calciatori. E, intanto, i tifosi, chi nell'indifferenza più totale chi nella rassegnazione più forte, attendono un segnale.
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