L'attesa fumata bianca non è ancora arrivata: sebbene la situazione dirigenziale in casa Bari appare delineata, con Ciro Polito che salvo clamorosi colpi di scena sarà il nuovo direttore sportivo, la messianica attesa dell'annuncio ufficiale dovrà durare ancora qualche ora. Poi si entrerà nel vortice del mercato, che dipenderà molto dalla scelta dell'allenatore e dal quale si inizierà a vedere quella che sarà la rosa biancorossa che nella prossima stagione tenterà ancora una volta quell'assalto alla B mancata due volte di fila.

Nell'approcciarsi alla nuova annata, la diffidenza della piazza ha un che di naturale, e riflette le scottature e le bruciature che rappresentano una costante da più di un decennio. Eppure non mancano le ragioni per un pizzico d'ottimismo, che permette di guardare con speranza al campionato che verrà, quello dell'obbligatoria rinascita dopo mesi fallimentari.

Gli errori compiuti nelle ultime due stagioni sono derivati da cause molteplici, anche se sembra esserci un'inversione di tendenza in almeno due elementi. Sulla dipendenza da Napoli sono stati spesi fiumi d'inchiostro, mentre un altro aspetto interessante riguarda l'imprinting che la società sembra voler dare al mercato. La scelta di un profilo che conosce la categoria rappresenta la volontà di fare marcia indietro rispetto ai costosi acquisti da categorie superiori, spesso non più giovanissimi, che salvo poche eccezioni e soprattutto nell'ultima stagione non hanno reso quanto dovuto.

Nel Bari che verrà dovranno esserci più Mattia Maita, esempio lampante del tipo di giocatore di B o C voglioso di mettersi in mostra e pronto a dare tutto per la causa. Negli ultimi anni Polito ha dimostrato di saper individuare questi profili pe costruire intorno a loro una squadra vincente: è il motivo più grande per sperare in un futuro diverso rispetto agli ultimi due anni.

Sezione: Copertina / Data: Mar 08 giugno 2021 alle 19:00
Autore: Raffaele Digirolamo
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