Premessa: abbassate i fucile e addolcite la voce. Le critiche, insensate, di qualche puffo biancorosso, non hanno senso e aiutano poco l’ambiente. Qualcuno mi ha accusato, addirittura, di essere troppo benevolo, nelle mie fatiche e nei miei articoli, con la società di contrada Torrebella. Se scrivo che Matarrese è un rixxxxxro (parola poco elegante molto in voga tra i baresi), probabilmente piacerei di più a qualcuno. Pazienza, mi spiace, ma qui si cerca di fare giornalismo (che significa essere critici al momento opportuno, e non sempre e anche a sproposito...) e non sparare a raffica sempre contro tutto e tutti. Scusate la parentesi iniziale, ma era cosa doverosa da fare.

Io ci spero, anzi, quasi quasi, forse, ci credo pure. Angelozzi, giacca in spalla visto il gran caldo, sta mettendo a soqquadro l’Italia, pallonara, intera. La postilla lasciata in molte città con la su scritta frase “ritorno a breve… mi piace quello…”, lascerebbe ben sperare sul fatto che i progetti e gli obiettivi di mercato ci sono e anche di diversi e variopinti. Dopo lo scioglimento del nodo Bonucci (e non si vede l’ora) le nubi faranno spazio al bel tempo. No che l’addio di Leo sia cosa gradita, anzi, ma visto che è cosa obbligata e sicura, tanto vale ridurre l’agonia. Promesso sposa della nuova Juventus targata Del Neri-Marotta, la cessione dell’azzurro ex interista frutterà al Bari la metà di Almiron e la proprietà, probabilmente, intera di Paolucci, attaccante attualmente a metà tra la compagine piemontese e il Siena di monsieur Perinetti. Ecco, ancora il buon Giorgione nel destino del galletto. Dai suoi progetti senesi dipendono diverse manovre biancorosse. Angelozzi ha intrapreso un discorso abbastanza serio con il diesse toscano. Ghezzal al posto di Carobbio e Kamatà, idolo della Nord ma amante segreto di mister Conte, suo estimatore dai tempi della B biancorossa.

Sto Angelozzi mi piace perché, nonostante le mille difficoltà e i tanti grattacapi di mercato ereditati, sta procedendo con lucidità senza cedere alle avance dei volponi della nostra serie A. Come Preziosi, presidente del Genoa proprietaria proprio dell’altra metà del cartellino del bravo Bonucci. Il padron dei grifoni le sta provando proprio tutte per convincere via Torrebella a cedere a lui il promettente giocatori. Tante le offerte paventate, che si fondano e prendono forma sempre con le stesse pedine di scambio, ovvero Ranocchia (presto nerazzurro?) e Meggiorini. Nelle ultime ore siamo addirittura arrivati alle minacce, sempre sportive per carità. Preziosi, nel caso in cui il Bari decida di trattare con Marotta (cosa che ha già fatto da tempo… se son sveglio) la cessione di Bonucci, non lascerebbe ancora in Puglia il Meggio e Ranocchia. Il sudore di Angelozzi ha prodotto una visone vicina ad una definitiva decisione: Bonucci alla Juventus in cambio di Almiron e Paolucci, aspettare che l’Inter acquisti Ranocchia dal Genoa per trattare il prestito poi con Moratti, che non rifiuterebbe, e andare alle buste per Meggiorini, con la consapevolezza però di avere comunque Paolucci in scuderia che prenderebbe il posto dell’ex Cittadella. Operazione chirurgica direi, che diventerebbe perfetta se, come ipotizzato nelle ultime battute dal nostro giornale, si concludesse a breve anche la telenovela Barreto. Angelozzi, tra una birra, un panino ed una trattativa, ha avuto modo di definire con l’Udinese la questione del brasiliano: 2.5 ml di euro per la comproprietà e la permanenza del numero 10 biancorosso nello spogliatoio di mister Ventura. Ah, a proposito del mister. Voci di corridoio lo davano addirittura a Torino al posto del Calantuono ferito. Si, come no. Mister libidine non solo rimane, ma sta anche lavorando con il suo nuovo partner alla costruzione della nuova creature. Individuati già i sostituti dei difensori che ci lasceranno sicuro come Bonucci, Stellini e Diamoutene, nell’aregntino atalantino Talamonti e nelll’italianissimo Terlizzi del Catania. Con i loro procuratori, come riportato anche sulle nostre pagine in esclusiva, si è già intavolata la trattativa. Due elementi validi e low cost che arricchirebbero la difesa barese, orfana già di tanti pezzi da novanta. Il sogno rimane Manfredini, biondo difensore centrale dell’Atalanta. Ingaggio elevato e costo dell’operazione trasformano il giocatori in elemento quasi incedibile, o almeno in comprabile per le tasce Matarrese.
A metà campo, con la conferma di Almiron e di tutta la mediana titolare, ci potrebbe essere l’arrivo di Pulzetti, laterale offensivo del Livorno retrocesso. Trattativa che nasce, tutta da far evolvere.
L’attacco, con l’arrivo di Paolucci, con l’acquisita residenza barese di Barreto e con il recupero del generale bielorusso Kutuzov, potrebbe essere completo anche così. No, non ci siamo dimenticati di Castillo, che, si spera (o si sogna?) possa dare qualcosa in più a questa squadra almeno dopo aver fatto la preparazione iniziale con il resto del gruppo.

Queste le pergamene disegnate che occupano la valigetta di Guido Angelozzi in questo momento. Tutto riuscirà a risolversi e a concretizzarsi con certezza? Non ci è dato ancora saperlo, ma pare proprio che la società, a bassa voce e con modestia, stia muovendo le sue pedine sul mercato. Se poi, qualcuno sogna ancora l’arrivo di C. Ronaldo o Guardiola, è giusto quanto sopra: Matarrese è un rixxxxxro e giù con le critiche copiose per Angelozzi e compania bella.
Adesso è il momento di stare zitti e guardare. Veleno, gioia o chissà cos’altro pronti a manifestarsi solamente dopo buona parte del mercato. Siamo a giugno, facciamo lavorare chi di dovere. Spesso, lo so, si è rimasti delusi, disillusi, ma adottare la politica della critica preventiva, non fa bene a nessuno, tantomeno agli stessi tifosi. Prevenire non è sempre meglio che curare, perché a volte prevenire rovina e uccide prima d’incominciare.
 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 18 giugno 2010 alle 01:30
Autore: Andrea Dipalo
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